Armenia Edizioni porta in Italia Storia Naturale dei Draghi dell’autrice Marie Brennan: un piccolo trattato scientifico che converge nel genere fantasy ma, anche, di avventura e nel romanzo di formazione; le atmosfere vittoriane cingono la narrazione, così come l’ironia e l’humor inglese che rendono la lettura caleidoscopica.
Storia Naturale dei Draghi: Scienza, anticonformismo e fantasia

Non un semplice fantasy e, probabilmente, non è neanche corretto definirlo tale perché Storia Naturale dei Draghi di Marie Brennan edito Armenia Edizioni è un volume dalle sfumature multiformi. Nelle memorie di Lady Isabella Trent, infatti, confluiscono una varietà di generi letterari che renderanno la lettura una vera e propria esperienza emotiva; la voce del primo volume di Storia Naturale dei Draghi è quella di un’anziana Isabella Trent, nobildonna attempata che narra la sua vita di naturalista ed esploratrice in una cornice storica che ricorda le atmosfere vittoriane.
Lady Isabella Trent è una studiosa e ricercatrice di draghi che introduce il lettore nel vivo della storia raccontando come è giunta all’esplorazione di questa creature, fin dalla prima spedizione scientifica. Il primo volume di Storia Naturale dei Draghi, infatti, racconta l’infanzia e la giovinezza della protagonista che fin dalla gioventù convive con questa intensa passione, sempre più crescente, verso queste creatura ma soprattutto elabora un metodo scientifico rigoroso per studiarli.
”Uno dei vantaggi dell’essere ormai una donna anziana, che è per di più stata definita un “tesoro nazionale”, è che ci sono poche persone autorizzate a dirmi cosa posso o non posso scrivere”.
Quella che parla è una Lady Trent ormai anziana che con sguardo attento e critico racconta la sua vita, le sue avventure, il suo passato e i suoi studi a ritroso. La struttura narrativa risulta interessante e fuori dagli schemi perché nonostante la storia si collochi sul filone del fantasy la protagonista è decisamente originale, innovativa e rivoluzionaria. Non si tratta di personaggi magici o dai poteri straordinari; Lady Trent è una donna di scienza, un’accademica che si fa spazio da sola in una ambientazione che riprende i contorni della Londra vittoriana, in un mondo dove la cultura scientifica era riservata agli uomini. Una storia di emancipazione femminile e coraggio in cui determinazione, fantasia e indipendenza si intrecciano per realizzare un’opera che non può non esser letta, da appassionati e non.
Draghi, non solo creature fantastiche
Marie Brennan, autrice di Storia Naturale dei Draghi, ha ambientato l’intero romanzo in universo alternativo che ricalca l’atmosfera dell’Inghilterra vittoriana; un luogo dove, però, i draghi esistono come specie animale e non come creature mitico-leggendarie spesso presenti in favole, libri e nell’immaginario collettivo. Già in testi appartenenti all’epoca classica si trovano alcune citazioni in cui la figura del drago appare in diverse opere; nelle Argonautiche del poeta greco Apollonio Rodio è un drago a sorvegliare il famigerato Vello d’oro, ma anche nella Historia Naturalis dello scrittore e filosofo romano Plinio Il Vecchio sono presenti delle trattazioni sulla figura del drago.
Persino nella mitologia classica è presente la figura del drago: per esempio, il drago Ladone ucciso da Eracle o ancora il drago Pitone ucciso da Apollo. Questa creatura appartenente alla classe dei rettili si ritrova in diverse culture, dall’oriente all’occidente, ma è solo in epoca romantica – dopo il rinato interesse per la mitologia germanica dovuta, probabilmente, alle diverse riedizioni del poema Il canto dei Nibelunghi – che il Drago come creatura fantastica dell’immaginario inizia ad assumere i contorni del moderno profilo in linea con l’attuale narrazione fantasy.
In letteratura sono diversi gli autori che hanno scritto di draghi; da penne incredibili come J.R.R. Tolkien e George R. R. Martin a scrittori minori. Quello che è certo è che il drago ha sempre suscitato interesse e la peculiarità, oltre che la narrazione originale, che realizza Marie Brennan in Storia Naturale dei Draghi è proprio trattare una creatura leggendaria con un approccio accademico che non tralascia l’aspetto fantastico, né quello emotivo. Il drago diventa oggetto di studio, esperienza scientifica e ricerca da parte di una donna che non rinuncia alla lotta sfidando i canoni di una società che in quell’epoca precludeva la conoscenza e la carriera accademica all’universo femminile.
Storia Naturale dei Draghi, approccio scientifico e humor inglese
La prima parte di Storia Naturale dei Draghi è dedicata all’introduzione della figura di Lady Isabella Trent, ai suoi pensieri e all’epoca in cui vive fino all’età matura. In questo senso, il libro si pone a metà strada fra un romanzo d’avventura e un romanzo di formazione; quello che emerge poi, nel corso della lettura, è una sostanziale differenza fra la naturalista ormai attempata e nobildonna Lady Trent e la giovane Isabella, determinata a perseguire la sua strada. Non manca l’ironia e il classico humor inglese, il tipico piglio di una anziana donna di alto rango che rende Lady Trent molto simile alla figura ironica e sarcastica di Lady Violet Crawley interpretata magistralmente dalla compianta Maggie Smith in Downton Abbey.
Storia Naturale dei Draghi non esplora solo l’aspetto scientifico e naturalistico di queste creature ma indaga anche le sfumature intime della protagonista; la passione per la scienza si pone accanto al percorso di crescita di Lady Isabella, il tutto raccontato in una sorta di diario intriso di divertente autoironia dove la protagonista commenta il suo passato e le scelte compiute in giovane età. Nel corso della lettura, i diversi personaggi che si avvicendano restano spesso sullo sfondo fatta eccezione per Jacob Camherst, l’uomo che Lady Trent sposerà. Proprio grazie a questa storia d’amore Isabella riuscirà a coltivare, in modo concreto, la sua passione per i draghi partecipando a una vera spedizione scientifica.
Lady Trent e l’Effetto Matilda
In una società profondamente conservatrice Marie Brennan, in Storia Naturale dei Draghi, rende il personaggio di Lady Trent credibile e genuino; un’anticonformista che vive in un contesto storico non adatto alle donne di scienza ma che persegue i suoi obiettivi mantenendo i piedi per terra. Come ogni giovane donna di buoni natali, in un’epoca in cui il matrimonio era lo scopo primario, accetta di sposarsi riuscendo però a raggiungere il suo obiettivo. Nel libro l’aspetto scientifico è abbastanza scrupoloso e preciso e ciò si deve anche alla formazione dell’autrice.
Marie Brennan, infatti, è un ‘ex antropologa e studiosa di folklore e proprio dai suoi campi di studio trae ispirazione per la stesura delle sue narrazioni. In Storia Naturale dei Draghi la protagonista lotta contro una società che tarpa le ali a chi, nata appartenente al sesso femminile, non può e non deve interessarsi alla scienza. Le atmosfere fantasy si mescolano alla lotta femminista e alla discriminazione; in questo senso Lady Trent è adombrata da quello che parecchi anni dopo dalle ambientazioni vittoriane desumibili dal testo della Brennan sarà noto come Effetto Matilda: la minimizzazione o, addirittura, la totale negazione dei risultati scientifici ottenuti dalle donne.
Nel 1993 la storica della scienza Margaret W. Rossiter giunge a una constatazione; nel tempo le donne sono state discriminate in ambito scientifico. Spesso, nonostante i risultati, si andava incontro a un mancato riconoscimento degli stessi ottenuti dal sesso femminile nella ricerca scientifica. Rossiter definisce questo sistematico pregiudizio Effetto Matilda ispirandosi a Matilda Joslyn Gage: femminista del Diciannovesimo secolo che, nel 1870, pubblica Woman As Inventor; un saggio in in cui racconta come diversi risultati scientifici appartenessero al lavoro di donne rimaste nell’anonimato. L’invisibilità scaturita da questo fenomeno radicato ha, nel tempo, cristallizzato l’idea secondo cui la scienza sia disciplina prettamente maschile.
Storia Naturale dei Draghi non è assolutamente il solito fantasy a cui si è abituati. Ci sono i draghi, ma c’è anche l’amore: non melenso, non smielato, ma cooperante che ben si amalgama con un personaggio vivido, tagliente, avventuroso e indipendente come Lady Trent. Il punto di forza del romanzo di Marie Brennan, edito da Armenia Edizioni, è proprio quello di aver creato una protagonista riconoscibile e ben caratterizzata nel contesto letterario in cui si colloca. Non si tratta di un romantasy, ma di un’avventura che si fonde con la disciplina scientifica e la fantasia: elementi che tengono incollati i lettori appassionati del genere ma anche il neofita; il tutto condito da una sana lotta per i propri sogni.
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