Per chi non lo sapesse esiste una piattaforma, Google Trend Glimpse, che racconta i dati in merito alle parole cercate su Google. Nel mondo beauty, negli ultimi tempi sembra aver acquisito popolarità la ricerca di “skin tint”, un prodotto che non è una BB cream, una CC cream, o un fondotinta. Insomma, un prodotto apposito che, come dice la parola, si fonde alla pelle per mantenerla leggera: un ibrido tra skincare e make-up.
Cos’è una skin tint e perché ha conquistato il mondo del beauty

Le abbiamo viste anche nelle ultime passerelle, e con l’avvento della glass skin sono diventate un vero e proprio must have per uniformare senza appesantire. Infatti, il prototipo della clean girl ha letteralmente rivoluzionato il mondo del make-up, prediligendo il make-up no make-up. E questo particolare prodotto infatti non maschera o copre, anzi. La sua funzione è quella di uniformare si ma soprattutto illuminare, senza segnare la grana della pelle o enfatizzare pori e brufoli.
Ne esistono tantissime varianti e versioni, come per esempio quelle opache e opacizzanti. Inoltre, molto spesso contengono SPF, il che le rende perfette per l’estate. Ad offrire questo prodotto tantissimi brand sia high che low cost, come Kylie Cosmetics, o Maybelline tra i più celebri. Anche Bare Minerals e l’iconico brand della nostra Clio Make-up ne propongono una loro versione. Ma quando utilizzarle? Sono l’anello di congiunzione tra skincare e make-up: quindi sia come siero finale o come primer. Inoltre, con la stratificazione si può raggiungere una coprenza medio-bassa. Generalmente si applicano con le dita, scaldando il prodotto così che raggiunga in un attimo ogni angolo del volto.
Marianna Soru
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