Nello spazio di LetteralMente Donna di oggi, una donna eccezionale che ha dato un grande contributo all’universo femminile dei giocattoli con l’invenzione della Barbie. Il suo nome è Ruth Handler e questa è la sua storia.
Ruth Handler, prima della Barbie

“Mi dissero che le bambole dovevano essere solo neonati… e io risposi creando una donna con sogni, stile e potere.”. È una celebre frase di Ruth Handler che richiama la creazione del suo giocattolo più famoso e di culto come la bambola Barbie. Gli inizi della celebre imprenditrice furono tuttavia diversi dal mondo dei giocattoli. Il suo talento emerse già lavorando nella piccola drogheria della sorella ma la svolta si ebbe grazie al marito Isidore Elliot Handler, conosciuto a Denver negli anni 30′ quando aveva solo 16 anni.
La coppia inizialmente si trasferì a Los Angeles dove la Handler lavorava come segretaria alla Paramount Studios mentre il marito studiava all’ Art Center School of Design. Grazie agli studi del marito la Handler ebbe l’intuizione di trasformare un hobby di quest’ultimo in un attività redditizia. Venne fondata così la Elzac una società che produceva accessori come fermalibri e candelabri con nuovi materiali quali lucite e plexiglass.
La nascita della Mattel
Con il passare del tempo la Elzac si dedica anche alla bigiotteria e agli articoli da regalo. La svolta arriva quando Ruth Handler, che si occupava dell’attività promozionale, chiuse un contratto con la Douglas Airways per realizzare aeroplanini da dare in regalo ai viaggiatori per Natale. Un’idea da 2 milioni dollari che spinge i coniugi Handler a lasciare la Helzac e a fondare la Mattel. L’azienda inizialmente realizzava cornici poi si decise, con il legno avanzato alla Elzac, di produrre piccoli mobili per case delle bambole.
Gli inizi nella Mattel nel mondo dei giocattoli non furono semplici finchè Ruth Handler, nel 1955, non ebbe l’idea di investire 500 mila dollari per la pubblicità dei suoi giocattoli 500 mila euro per uscire nel programma per bambini “Mickey Mouse Club“. Un’idea geniale perche fino ad allora le pubblicità dei giocattoli erano rivolte agli adulti e non ai bambini che adesso stavano iniziando ad essere considerati i veri consumatori.
La grande invenzione
Ruth Handler guardando la figlia Barbara giocare ed ebbe negli anni 50′ un’intuizione che cambiò per sempre il mondo dei giocattoli. La Handler notò che mentre prima le bambine giocavano con neonati giocattolo, ora si divertivano ad inventare storie che proiettavano queste bambole nel mondo degli adulti. Per questo la Handler ebbe l’idea di costruire una bambola per bambine che le piccole potessero usare come proiezione per il futuro. Tuttavia, scrisse nel necrologio della Handler il Los Angeles Times che “quando portò l’idea ai dirigenti della Mattel, che erano uomini, questi sogghignarono che nessuna madre avrebbe comprato alla figlia una bambola adulta con il seno. I nostri uomini dissero tutti: ‘No, non va bene'”, ha ricordato Ruth, “Ho provato più di una volta, ma nessuno era interessato e mi sono arresa”.
La svolta definitiva la si ebbe nel 1956. Ruth Handler era in vacanza in Svizzera quando l’allora quindicenne figlia la attirò verso un negozio di bambole. Qui la Handler scoprì la bambola tedesca Lilli, nata come gioco per adulti, che aveva un fisico a clessidra e diversi accessori intercambiabili. Tornata in America la Handler modificò le fattezze di quelle bambola e ne creò una nuova versione con proporzioni esagerate ed irreali e per la prima volta con il seno e i tacchi a spillo. Nasceva così nel 1959 la Barbie, la bambola più famosa al mondo, che solo nel primo anno di vendita vendette 350.000 copie.
Problemi fisici e giudiziari
Negli anni 70′ la vita degli Handler prese una piega difficile. In quegli anni a Ruth Handler veniva diagnosticato un tumore al seno che la portò ad un’asportazione. Tuttavia la Hadler non si perse d’animo ed ideò una nuova protesi chiamata la “Nearly me” per la quale fondò una società apposita. Fu un idea ed una svolta importante arrivata dopo alcuni guai giudiziari che colpirono gli Handler negli stessi anni. I due coniugi infatti furono accusati, come scriva il New York Times, di aver manipolato “i registri aziendali interni riguardanti i guadagni e le vendite nel 1971, 1972 e 1973, in modo da influenzare il prezzo di mercato delle azioni Mattel”. Per questo la Handler venne condannata ad una multa di 57.000 dollari e cinque anni di libertà vigilata dopo il patteggiamento.
Stefano Delle Cave
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