Giovedì il comune di Bari ha presentato una serie di nuove regole alle quali le pastaie di Bari Vecchia, che vendono le loro orecchiette artigianali in via Arco Basso, nel centro storico, dovranno attenersi. Già lo scorso autunno, dopo che la stampa e alcuni controlli da parte della polizia avevano rivelato condizioni igieniche piuttosto precarie in alcune delle abitazioni, si era iniziato a parlare di una stretta.

Le nuove disposizioni per le pastaie di Bari Vecchia

Pastaie Bari Vecchia
Le pastaie di Bari Vecchia dovranno seguire delle nuove regole disposte dal Comune

Secondo il regolamento, le dirette interessate non potranno più preparare in strada la pasta fresca finalizzata alla vendita. Una pratica antica e caratteristica della città, al punto da essere considerata una vera e propria attrazione turistica, che dovrà essere riveduta e corretta. Le pastaie potranno continuare il loro showcooking solo a scopo dimostrativo, per mantenere vivo il folklore.

Le nuove disposizioni prevedono una formalizzazione della loro attività, che dovrà essere registrata alla Camera di commercio, e dovrà rispettare delle linee guida riguardo all’igiene, agli strumenti impiegati e alla conservazione degli ingredienti. Le pastaie saranno tenute a costituire un’Impresa alimentare domestica (IAD), segnalando al comune di Bari la propria attività attraverso la dichiarazione amministrativa nota come SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività).

Maggiori controlli sugli alimenti e tracciabilità degli ingredienti

Le finestre della stanza in cui lavoreranno dovranno essere fornite di zanzariere. Dovranno esserci contenitori per i rifiuti in buono stato di pulizia e manutenzione, da aprire e chiudere senza sporcarsi le mani e quindi senza il rischio di contaminazione degli alimenti. I rifiuti andranno smaltiti subito. Il piano di lavoro e gli “attrezzi del mestiere”, infine, dovranno essere sempre puliti.

Le materie prime e gli ingredienti andranno conservate in contenitori con la dicitura “idoneo per alimenti”, in modo da evitare la loro contaminazione. Importantissima anche la tracciabilità di tutti gli ingredienti. Le lavoratrici dovranno conservare gli scontrini e le ricevute di acquisto degli alimenti e, nel caso in cui si venda la pasta a ristoranti o altre imprese alimentari, conservarne i dati. Dopo una iniziale resistenza, le pastaie sembrano aver reagito positivamente alle nuove regole. L’11 giugno, in comune, si terranno degli incontri con le prime tra loro che hanno già fatto sapere di voler regolarizzare la propria attività. La tradizione è salva, e anche le orecchiette.

Federica Checchia

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