Le speranze per una terza stagione di Mindhunter di David Fincher si sono inaspettatamente riaccese. In una recente intervista con CBR, la star Holt McCallany, che interpreta Bill Tench nella serie, ha rivelato di aver discusso con Fincher di un possibile nuovo percorso per il thriller psicologico. Questo barlume di speranza arriva dopo un lungo periodo di inattività, con l’ultima stagione andata in onda nel 2019 e le successive notizie che indicavano in gran parte la fine definitiva della serie a causa degli elevati costi di produzione e dei fitti impegni di Fincher. I commenti di McCallany suggeriscono che, sebbene le sfide permangano, la porta per Mindhunter potrebbe non essere del tutto chiusa, con la storia che potrebbe assumere un formato più condensato.
“Allora, sapete, ho avuto un incontro con David Fincher nel suo ufficio qualche mese fa, e mi ha detto che c’è la possibilità che la serie possa tornare in tre film da due ore, ma credo che sia solo una possibilità“, ha detto McCallany. “So che ci sono sceneggiatori che ci stanno lavorando, ma sapete, David deve essere soddisfatto delle sceneggiature“. Questa affermazione da sola è uno sviluppo significativo, a indicare che il lavoro creativo, almeno a livello concettuale, è in corso. Il formato proposto di tre film da due ore è un aspetto particolarmente interessante, che potenzialmente offre un modo per proseguire la storia senza impegnarsi nella produzione esaustiva di un’intera stagione, che in precedenza era stata indicata come un ostacolo importante.
Mindhunter potrebbe concludere la sua storia

“Mi sono sentito molto fortunato e privilegiato di aver potuto partecipare a quella serie“, ha continuato McCallany, esprimendo il suo desiderio di vederla tornare, pur moderando le aspettative. “Mi piacerebbe molto che tornasse. Penso, come ho detto, che mi abbia dato un po’ di speranza quando ho avuto quell’incontro con lui, ma il sole, la luna e le stelle dovrebbero allinearsi“. L’attore ha anche evidenziato un aspetto logistico potenzialmente favorevole, citando il suo attuale lavoro con Netflix per la nuova serie The Waterfront. “La buona notizia è che siamo con Netflix con The Waterfront, e anche quei film sarebbero per Netflix. Quindi penso che in termini di date e logistica, tutto potrebbe essere risolto, ma dipende, sai, dal fatto che David abbia davvero il tempo e la voglia e sia soddisfatto del materiale. E questo è un grosso punto interrogativo“.
Mindhunter si è affermata come una delle serie preferite dalla critica e un cult fin dal suo debutto nel 2017. La serie, basata sul romanzo di fantascienza Mindhunter: Inside the FBI’s Elite Serial Crime Unit di John E. Douglas e Mark Olshaker, offriva uno sguardo meticolosamente realizzato sui primi anni della profilazione criminale all’FBI. Ambientata tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, la serie seguiva gli agenti dell’FBI Holden Ford (Jonathan Groff) e Bill Tench, insieme alla psicologa Wendy Carr (Anna Torv), mentre intervistavano serial killer per comprenderne le motivazioni e sviluppare metodi per catturarne altri. Non sorprende che lo stile registico d’atmosfera tipico di Fincher, la sceneggiatura intelligente della serie e le interpretazioni di Mindhunter abbiano raccolto ampi consensi. Infatti le speranze per la conclusione della storia non si sono spente o affievolite nel corso dei 6 anni anzi, se possibile, si sono solo inasprite.
Alessandro Libianchi
Fonte: CBR
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