La parola è un ibrido tra pants (pantaloni) e baloon (palloncino), e sono la nostra nuova ossessione. In principio fu Mata Hari, nel 1913, ad indossare un abito a paralume e turbante impreziosito da aigrettes. Lo sappiamo grazie a uno schizzo di Erté: così, la moda si avvicinava sempre di più all’oriente, con questi dettagli arabeggianti tanto cari alla moda dell’epoca (come dimostrano i Ballets Russes di Sergej Djagilev al Théâtre du Châtelet).
Pantaloons, il capo dell’estate 2025?

Sono, per intenderci, i tipici pantaloni da harem stretti in vita e alle caviglie. All’epoca era la nuova moda della jupe coulotte e dei bloomers, il capo simbolo delle suffragette. In questo secolo li abbiamo visti all’ultima prova di Lorenzo Serafini da Philosophy. La sua proposta è un modello in seta, con una palette terrosa. Li ha proposti anche Alaïa con un leggerissimo tessuto azzurro cielo, abbinato ad un pannello ricco di volant a fungere da cintura dei pantaloons.
Chemena Kamali, da Chloé, li ha ufficialmente battezzati e sdoganati per questa stagione. Non più un solo capo iconico e con un’importante storia, ma la base di più di un look. In passerella ne abbiamo visti almeno una decina: in seta pongé e bordature in pizzo, o crêpe de chine e plissé. Immancabili fiocchi e coulisse alla caviglia, quel tocco coquette romantico che per l’estate è perfetto. Questo capo, corto o cortissimo, si abbina perfettamente a giacche over e bralette vedo-non-vedo. Diventando un pezzo a dir poco iconico, ossessione di fashion victims come Camille Row e Ever Anderson, Charlotte Lawrence e Lily James.
Marianna Soru
Seguici su Google News





