Nell’estate appena iniziata Marracash ha battuto un altro record, divenendo il primo rapper ad esibirsi con un tour negli stadi e che l’ha visto ieri sera sul palco dello Stadio Olimpico.
Dopo il successo di Marrageddon, Marracash riscrive le regole dello spettacolo dal vivo alzando ancora una volta l’asticella del live: il MARRA STADI25, prodotto da Friends & Partners, è approdato sui più importanti palchi del nostro Paese, accompagnato da un impiego di mezzi tecnologici e creativi mai visti prima per un tour di un artista italiano negli stadi. Un concept live magistrale, totalmente inedito e unico nel suo genere, un’esperienza immersiva su più livelli. Lo show, suddiviso in sei capitoli, si sviluppa come un epic movie dal vivo: al centro della scena il conflitto tra Fabio, l’uomo, e Marracash, l’artista, raccontato attraverso il repertorio dei suoi più grandi e recenti successi.
Marracash le foto del concerto allo stadio Olimpico










Durante lo show, Fabio e Marracash scopriranno la loro inscindibile connessione, rivelata attraverso l’intensità delle performance dei brani della Trilogia: Persona (otto dischi di platino, 2019), Noi, Loro, Gli Altri (sette dischi di platino, 2021) ed È Finita La Pace (doppio disco di platino, 2024). La trilogia di Marracash ha segnato profondamente la scena musicale, lasciando un’impronta narrativa duratura. La sua rilevanza è confermata dalla straordinaria permanenza dei suoi album nelle classifiche FIMI: Persona è in classifica da ben 293 settimane, NOI, LORO, GLI ALTRI da 186, e da quando È Finita La Pace è uscito 26 settimane fa, tutti e tre gli album si sono mantenuti costantemente nella Top 50.
Ad oggi, tutti gli album della Trilogia occupano le prime 30 posizioni della classifica FIMI. La produzione mastodontica dello show, creata dal team tutto italiano di Ombra, studio basato a Londra, con la direzione artistica di Lorenzo De Pascalis, segna un’evoluzione rispetto al già imbattibile Marrageddon. A completare lo show, un corpo di ballo con otto ballerini diretto dal coreografo Carlos Kahunga Kamizele, una band dal vivo e una serie di performer e personaggi scenici che si alternano sul palco, mentre sullo sfondo dominano cinque imponenti robot costruiti per lo show alti dai tre ai sei metri, per un impatto visivo e narrativo totale.
Le immagini sono a cura di © Chiara Olmi
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