Cristiana Calone, la figlia di Massimo Ranieri, è stata riconosciuta solo molti anni dopo la sua nascita: prima alla fine degli anni ’90 in tribunale e poi nel 2007 quando in tv decise di parlare di Cristiana che fino a quel momento era un segreto. Cristiana ha raccontato la sua storia in un libro “Riconosciuta” in cui parla di cosa ha significato per lei crescere senza un padre, ma sapendo benissimo chi fosse perché sua madre le ha sempre parlato di Massimo e ha sempre cantato le sue canzoni.
“Lo ammiro molto ma non posso provare amore nei suoi confronti”, spiega la Calone, che invece era legatissima alla madre Franca Sebastiani, scomparsa alcuni anni fa dopo aver combattuto a lungo contro una malattia devastante. In una intervista rilasciata al magazine Nuovo, la figlia di Ranieri spiegò che il cantante subì delle pressioni dall’industria musicale per non instaurare legami famigliari e fu questo forse il motivo che fece slittare il riconoscimento.
“Quando sono nata non c’era, non poteva mancarmi qualcosa che non ho mai vissuto. Non ricordo nulla di quel periodo. Poi quando sono cresciuta avrei desiderato avere anche un papà”, ha raccontato al settimanale Chi. “Io lo chiamo Gianni, ricordo il nostro primo incontro, la sua vestaglia porpora con i ricami. Poi verso i dieci anni, sentendo mia mamma cantare le sue canzoni, sentendola parlare con la sorella al telefono, ho capito bene chi fosse papà”.
“Ero famoso e avevo 19 anni. Mi hanno trascinato via da questa storia dicendomi che era un danno alla mia immagine. L’unico alibi che ho è che ero inesperto”, raccontò a Domenica Live Massimo Ranieri. Anche lei è una cantante, ha pubblicato un singolo, She’s mine, e come tutti i cantanti sogna Sanremo. La madre sognava di “vedermi duettare con papà. A me piace la musica che fa lui e mi piacerebbe anche cantare in napoletano”.
Qualche anno fa organizzò delle serate e scelse come nome quello di Cristiana Ranieri, ma gli avvocati di suo padre la diffidarono: “È vero, è andata così. Ma oggi mi sono riconosciuta come artista, non ho bisogno di usare il nome di mio padre perché Massimo Ranieri è solo lui, io sono un’altra persona. Adesso il suo cognome ce l’ho nel cuore, non mi serve sul palco”.
“Fino al 2007 ero la figlia di Giovanni Calone solo sulla carta d’identità, poi lo sono diventata a tutti gli effetti. Con gli alti e bassi che ci possono essere fra un genitore e un figlio”. “Ho accettato mio padre per come è, non si può cambiare”, la paura che lui potesse pensare che lei si fosse avvicinata solo per un tornaconto economico c’è stata: “Una persona agiata pensa sempre che di mezzo ci siano i soldi. Ma a me dei soldi non è mai fregato niente, non ho fatto certo la vita della figlia di papà. Ho passato momenti duri, ho fatto di tutto, dalla cameriera alla cubista, dalla donna delle pulizie alla segretaria”.
Cristiana Calone, come ricordavamo, fu presentata al pubblico come figlia di Massimo Ranieri durante un programma televisivo. “Evidentemente per lui erano i tempi giusti, per me conta quello che ha fatto”, racconta la Calone in un passaggio sulle pagine di Chi. “Mio padre è sempre stato un uomo riservato che, in quell’occasione, ha compiuto un gesto importante mettendosi in gioco come non aveva mai fatto”.
“Mi ha invitato a vedere il programma senza anticiparmi che, a un certo punto, avrebbe detto ‘vi presento mia figlia’. Ancora oggi non trovo tempo per descrivere quell’emozione”, il ricordo di Cristiana. La Calone, naturalmente, avrebbe preferito non aspettare così tanto per riallacciare il legame con il papà, ma oggi accetta le cose per quelle che sono, senza rimuginare troppo sul passato.





