Anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, è indagato nell’ambito delle inchieste sull’urbanistica per le quali i pm hanno chiesto sei arresti: lo scrivono Corriere della Sera, La Repubblica e La Stampa. Le ipotesi di reato, riportano i quotidiani, sono di false dichiarazioni su qualità proprie o di altre persone relativamente alla nomina del presidente della Commissione per il paesaggio del Comune, Giuseppe Marinoni, e di induzione indebita a dare o a promettere utilità intorno al progetto del ‘Pirellino‘ dell’architetto Stefano Boeri e dell’imprenditore Manfredi Catella, presidente del gruppo Coima.

Sono sei gli arresti chiesti dalla Procura nell’ambito dell’indagine su un “sistema” di “speculazione edilizia selvaggia”, rimasto “indisturbato” per anni. Per Giancarlo Tancredi, fino al 2021 dirigente comunale che già “si era trovato a decidere su interventi cruciali” sul fronte immobiliare e poi assessore alla Rigenerazione urbana, i pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici, hanno chiesto i domiciliari perché avrebbe dimostrato un “asservimento sistemico” a “società e gruppi finanziari”. Le accuse nei suoi confronti sono di concorso in corruzione, falso e induzione indebita.

Chiesti i domiciliari anche per un big del nuovo panorama dei costruttori, Manfredi Catella, fondatore e Ceo di Coima. “La trasparenza e la legalità sono fondanti per il nostro gruppo e per tutti noi, e avremo modo di affermarlo con determinazione”, ha spiegato l’imprenditore.

In più, richieste di carcere per Giuseppe Marinoni, presidente della Commissione paesaggio fino ad aprile e definito dagli inquirenti “faccendiere” e “lobbista”, per Alessandro Scandurra, anche lui componente della Commissione, e ancora per l’immobiliarista Andrea Bezziccheri di Bluestone e Federico Pella, manager e socio della società di ingegneria J+S

Le contestazioni rivolte a Beppe Sala riguardano in particolare due aspetti. Il primo riguarda presunte false dichiarazioni rilasciate da Sala in merito alla nomina di Giuseppe Marinoni alla presidenza della Commissione Paesaggio: il sindaco avrebbe attestato l’assenza di conflitti d’interesse, anche se in realtà ne sarebbe stato invece al corrente. Il secondo capo d’accusa fa riferimento a un’ipotetica induzione indebita, che avrebbe visto Sala coinvolto in pressioni per far ottenere un parere favorevole condizionato al progetto noto come “Pirellino”, in collaborazione con l’assessore Tancredi e l’architetto Stefano Boeri. Secondo la ricostruzione della Procura, Sala sarebbe stato in sintonia con i vertici dell’operazione, fornendo copertura istituzionale all’intervento.

“Trovo allucinante che il sindaco apprenda da un giornale di essere indagato e non dalla Procura. Si tratta di un metodo inaccettabile”, commenta il primo cittadino al Corriere.