Il Senato degli Stati Uniti ha approvato un pacchetto di tagli alla spesa proposto dal Presidente Donald Trump che cancellerebbe più di 9 miliardi di fondi per i programmi di aiuto all’estero e per l’emittenza pubblica radiotelevisiva. La camera alta del Congresso ha così dato il via libera a una misura che rappresenta un primo test sull’entrata in vigore dei giganteschi tagli richiesti dal Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE) di Elon Musk, malgrado l’acrimoniosa uscita del magnate della tecnologia dal governo di Trump.

I repubblicani hanno affermato che il voto ha onorato l’impegno elettorale del tycoon di frenare la spesa pubblica incontrollata. “Il presidente Trump e i repubblicani della Camera hanno promesso responsabilità fiscale ed efficienza governativa”, ha dichiarato lo speaker della Camera Mike Johnson in una dichiarazione subito dopo il voto.

La misura deve ora essere approvata dalla Camera dei rappresentanti entro venerdì, in applicazione di una procedura speciale nota come “rescissione”, voluta dai repubblicani per annullare gli stanziamenti miliardari in precedenza già approvati dai due rami del Congresso Usa, criticata anche da alcuni repubblicani moderati. Circa 8 miliardi di dollari saranno prelevati dai programmi di aiuto all’estero approvati dal Congresso nell’ambito degli sforzi della Casa Bianca di Trump per smantellare l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale. Altri 1,1 miliardi di dollari provengono dalla Corporation for Public Broadcasting, che contribuisce a finanziare la National Public Radio (Npr) e il Public Broadcasting Service (Pbs).

Il punteggio finale è stato 216-213, con i deputati repubblicani Mike Turner e Brian Fitzpatrick come unici a votare contro il pacchetto.

Il pacchetto di tagli alla spesa, che codifica alcuni dei tagli del DOGE in leggi, era una priorità fondamentale per Trump e i conservatori che da tempo si scagliano contro l’aumento vertiginoso della spesa federale.