Livio Macchia ha sempre protetto la sua vita privata, un’artista di altra risma osservando le dinamiche attuali dello showbiz. Per anni è stato legato a Renata Simoncini, sua compagna per un’ampia parentesi della sua vita e con la quale ha dato alla luce il suo unico figlio, Livio Jr.
Livio Macchia, storico bassista e fondatore della leggendaria band beat italiana I Camaleonti è morto, qualche giorno fa, all’età di 83 anni. Originario di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, Macchia aveva creato il gruppo musicale all’inizio degli anni Sessanta insieme a Paolo De Ceglie e Riki Maiocchi. Il trio, che si incontrò in un club di Milano, il Santa Tecla, dove Livio si era trasferito dalla sua Puglia natale, avrebbe dato vita a uno dei gruppi più influenti del panorama musicale italiano.
Il nome della band, I Camaleonti, fu scelto per simboleggiare la loro capacità di adattarsi e trasformarsi a seconda del pubblico, cambiando repertorio e sonorità a ogni esibizione dal vivo. Questa caratteristica di adattabilità divenne una delle loro peculiarità, ed è stata cruciale nel successo che avrebbero ottenuto negli anni successivi. Con il suo gruppo, Macchia ha contribuito a scrivere la storia della musica italiana, con successi senza tempo come L’ora dell’amore, Io per lei, Applausi ed Eternità. Questi brani, che hanno attraversato decenni, hanno reso I Camaleonti una delle band più amate, con oltre 30 milioni di copie vendute e quattro dischi d’oro all’attivo. La loro carriera, lunga più di sei decenni, li ha visti esibirsi in Italia e all’estero, diventando simbolo di un’epoca musicale che ha lasciato un segno indelebile. Il vero e proprio salto di popolarità per i Camaleonti arrivò nel 1968, con la loro versione in italiano di Homburg dei Procol Harum, intitolata L’ora dell’amore. Il brano fu un successo straordinario, rimanendo per dieci settimane in cima alle classifiche italiane e vendendo oltre 1,5 milioni di copie. Nel loro repertorio, molte altre canzoni di successo furono cover di hit internazionali, come Sha la la la (1966), una reinterpretazione del brano dei messicani-statunitensi The Blendells, che vendette 40.000 copie.
Il 1968 segnò anche un altro trionfo con Applausi, che vendette 900.000 copie e rimase in classifica per dodici settimane. Questo brano divenne anche la sigla del programma televisivo notturno di Gigi Marzullo, Sottovoce. Nel 1973, Perché ti amo vinse il premio Un disco per l’estate, consolidando ulteriormente il successo della band.
Negli anni Settanta, I Camaleonti parteciparono ai principali festival musicali italiani, tra cui il Festival di Sanremo del 1970 con il brano Eternità, che Macchia cantò in duetto con Ornella Vanoni. La band, ormai un’istituzione della musica italiana, si esibì anche al Cantagiro e al Festivalbar. Durante questo periodo, il gruppo iniziò a evolversi, allontanandosi dal genere beat per abbracciare sonorità più melodiche, pur mantenendo il loro inconfondibile stile.
Negli ultimi anni della sua vita, Livio Macchia si era trasferito definitivamente nel Salento, nella zona di Melendugno, vicino alle sue radici familiari. Nonostante le difficoltà causate da una malattia, Macchia ha voluto salutare il suo pubblico con un concerto speciale il 30 giugno scorso, celebrando i 60 anni di carriera dei Camaleonti
Chi sono la compagna e il figlio di Livio Macchia dei Camaleonti
Non sono note particolari curiosità sull’amore tra Livio Macchia e la compagna Renata Simoncini; rare sono state le occasioni in cui la donna si è mostrata al fianco del bassista a testimonianza di quanto la priorità fosse separare la vita privata dall’esposizione mediatica che, anche ai tempi, poteva essere un deterrente per la stabilità della relazione. Si ricorda però un’immagine iconica della coppia, nel 1969; insieme posavano sulla copertina di Tv Sorrisi e Canzoni. In loro compagnia anche Lucio Battisti e Pietruccio Montalbetti con lo scopo di raccontare e celebrare i 5 anni di vita della band nel pieno del successo.





