Si tratta di una delle tecniche più diffuse: la dry manicure si conferma, anche quest’anno, il passaggio preferito di chi si occupa di unghie ed estetica. Si differenzia dalla manicure tradizionale, come dice il nome, per essere “asciutta”. Infatti, non prevede l’immersione delle mani in acqua, passaggio che, appunto, viene saltato. Ma c’è un motivo per cui ormai la manicure tradizionale rimane nel cassetto.
Dry manicure si o no? Ecco perché è un si

Innanzitutto permette di risparmiare tempo: l’immersione in acqua tradizionale prevede almeno cinque/otto minuti in acqua tiepida. Lo scopo è quello, infatti, di ammorbidire le cuticole e pulire la pelle. La tecnica russa a secco, invece, prevede limatura, perfezionamento e levigatura di unghie e cuticole grazie all’utilizzo di frese professionali, dotate di punte diverse per forma, grana e intensità. È una lavorazione precisa ma anche personalizzata: il rischio maggiore è quello di danneggiare la pelle circostante o assottigliare eccessivamente il letto ungueale.
I vantaggi sono diversi: in primis, non utilizzando acqua non si va ad alterare il letto ungueale che, essendo poroso, potrebbe diventare terreno fertile per la proliferazione di batteri e muffe. Per lo stesso discorso, la sicurezza di avere una superficie perfettamente asciutta e preparata da la possibilità di aumentare la durata del gel o semipermanente. Ciò che è veramente fondamentale è limitarsi all’utilizzo di frese e lime solo in saloni professionali e da operatori qualificati: il rischio è infatti molto alto, non solo per infezioni ma anche per tagli e danneggiamento delle unghie.
Marianna Soru





