USA: Washington ha deciso di interrompere lo sviluppo di oltre venti vaccini a mRNA, ritirando contratti per circa 500 milioni di dollari. Siamo di fronte ad una scelta, quella del Segretario alla Sanità statunitense Robert Kennedy Jr, che in realtà non sorprende. Non è solo un cambio di rotta: è un atto che mette in discussione decenni di progressi scientifici e mette a rischio la salute collettiva.

Il problema degli USA con i vaccini

Kennedy, da tempo critico delle vaccinazioni, ha annunciato lo stop tramite un video sui suoi social. Ha definito l’mRNA “una tecnologia in difficoltà”, promettendo investimenti in vaccini “più sicuri” come quelli a virus intero o in un fantomatico “vaccino universale” che imiti l’immunità naturale. Ma dietro la retorica della sicurezza si nasconde un fatto brutale: vengono fermati programmi che, secondo gli esperti, hanno salvato milioni di vite.

I contratti cancellati colpiscono direttamente colossi come Pfizer e Moderna, che avevano guidato la campagna vaccinale durante la pandemia di Covid‑19. Gli scienziati sottolineano che senza la velocità dell’mRNA, la pandemia del 2020 avrebbe avuto un bilancio ancora più devastante Mike Osterholm, epidemiologo dell’Università del Minnesota, ha parlato della

decisione più pericolosa in 50 anni di salute pubblica.

Paul Offit, pediatra ed esperto di vaccini a Philadelphia, ha ricordato che

i vaccini a tecnologia mRNA hanno sicuramente salvato milioni di vite.

Una posta in gioco politica e ideologica

Non si tratta solo di scienza: si tratta di potere. Kennedy non si è limitato a bloccare i fondi. Ha già licenziato il comitato consultivo sui vaccini, ritirato le raccomandazioni per il Covid‑19 e rifiutato di appoggiare la vaccinazione anche in piena epidemia di morbillo. È un attacco frontale alla prevenzione, mascherato da prudenza.

La sua visione risuona con l’ideologia neoliberale che riduce la salute a responsabilità individuale, minimizzando l’importanza dei beni comuni e della protezione collettiva. Si parla di “immunità naturale” come se fosse un ritorno al passato, quando malattie curabili mietevano migliaia di vittime tra lavoratori, donne e bambini.

L’ennesimo il rischio per il futuro

Il Dipartimento della Salute ha dichiarato che lo stop segna “un cambiamento nelle priorità”. Ma un cambiamento per chi? Non certo per i più vulnerabili. I vaccini mRNA non sono solo armi contro i virus respiratori: aprivano la strada a terapie innovative contro il cancro. Ora questa prospettiva viene messa in standby per ragioni ideologiche.

Un’amministrazione che abbandona la scienza in nome di slogan politici non protegge la popolazione, la espone. La salute diventa terreno di scontro, non di cura. Questa non è cautela: è una sorta di sabotaggio. Ma non è un sabotaggio dei profitti delle multinazionali (che troveranno altri canali) ma della salute collettiva, della ricerca pubblica e della possibilità di affrontare insieme le prossime pandemie.

Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine