La polizia locale di Milano ha arrestato la mamma di due dei quattro minorenni che, la scorsa settimana, hanno investito la settantunenne Cecilia De Astis nel quartiere di Gratosoglio, nella periferia sud del capoluogo, uccidendola. La donna, tuttavia, è in manette per motivi slegati dall’omicidio. A incastrarla, infatti, sarebbe stata una serie di furti commessi tra il 2017 e il 2019, principalmente in abitazioni private.

A fermare Paola Sulejmanovic, trentatré anni, è stata la squadra guidata dal comandante Gianluca Mirabelli, che l’ha intercettata all’interno dei giardini in viale Cermenate e poi condotta a San Vittore. Il suo cumulo pena da scontare ammonta a tre anni e dieci mesi. Al momento dell’arresto, aveva con sé oltre centotrenta grammi in monili d’oro e oltre millecinquecento euro in contanti.

I figli della donna arrestata sono tra gli autori dell’omicidio di Cecilia De Astis

Uno dei suoi figli era alla guida dell’automobile che ha provocato la morte della signora De Astis. Il mezzo, una Citroen DS4 bianca, era stato rubato il giorno prima a dei turisti, e aveva una targa francese. Il caso ha destato moltissime polemiche, data la giovanissima età dei colpevoli. I quattro ragazzi, infatti, hanno tutti tra gli undici e i tredici anni, e vivevano in un accampamento rom irregolare.

Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, il ragazzino alla guida ha travolto De Astis dopo aver perso dell’automobile. Subito dopo l’incidente, i quattro sono fuggiti, senza prestarle soccorso. Due di loro, i figli della trentatreenne arrestata ieri, sono stati fermati in un altro accampamento. Gli agenti hanno bloccato la terza, appena undicenne, mentre si trovava con la nonna sull’autostrada A6, poco prima del casello di Fossano, in provincia di Cuneo. Sono invece ancora in corso le ricerche del quarto minore.

Il commento del figlio della donna travolta e uccisa a Milano

Filippo Di Terlizzi, uno dei figli della signora De Astis, che aveva sottolineato in più di un’occasione la “mancanza di empatia” dei respondabili, scappati dopo l’investimento senza tentare di aiutare la donna, ha commentato così l’arresto: «Questa donna andava fermata prima per i furti commessi in passato. Io ritengo che lei, come gli altri genitori coinvolti, abbiano una grossa fetta di responsabilità per il male che è stato fatto. Vorrei gridare tutto il mio dolore in faccia a questa donna e guardare negli occhi anche i figli, vittime dell’educazione (non) ricevuta, e come loro anche gli altri bambini che vivono in quelle condizioni, senza adulti di riferimento che trasmettano loro dei valori».

Federica Checchia