Un cittadino ucraino 49enne identificato come Serhii K. è stato arrestato in Italia su mandato di arresto europeo emesso dalla Corte federale di Giustizia. A cercarlo erano i procuratori tedeschi che lo ritengono coinvolto nell’attentato ai gasdotti Nord Stream.

L’arresto è avvenuto grazie a un’azione congiunta tra le autorità italiane e tedesche. In seguito si procederà all’estradizione per presentarlo di fronte a un giudice in Germania. Il sospetto è stato arrestato nella serata di mercoledì 18 agosto in provincia di Rimini dove era in vacanza con la sua famiglia.

Secondo i procuratori tedeschi, l’uomo avrebbe coordinato e supervisionato il sabotaggio al gasdotto: in pratica avrebbe collaborato con un team, compiendo un’operazione subacquea a bordo di una barca a vela noleggiata per avvicinarsi ai gasdotti e qui avrebbe collocato esplosivi nei pressi dell’isola danese di Bornholm.

Per il 49enne le accuse sono gravi: si parla di concorso in esplosione, sabotaggio anti-costituzionale e distruzione di proprietà.

Chi è Serhii

Serhii K. per i media tedeschi, che non rivelano le sue generalità — 49 anni, è un ex capitano dell’esercito a riposo, ex membro dei servizi segreti SBU, membro dell’unità d’elite che nei primi mesi della guerra nel 2022 difese Kiev dall’assalto russo, secondo il Wall Street Journal. Il suo team partì da Rostock il 7 settembre, verso l’isola danese di Bornholm, toccando la Polonia e la Svezia. A bordo quattro sommozzatori civili esperti — anche una donna, arruolata per far sembrare l’uscita una scampagnata tra amici — e due militari d’élite.
Erano dotati di materiale d’immersione, un sonar portatile e mappe open source per localizzare la pipeline, piazzata a 80 metri sotto il mare. Si è ipotizzato che facessero discese in coppia, in acque freddissime, della durata di 20 minuti: vuol dire che risalendo serve una decompressione di 3 ore e 24 ore di riposo. Ma è possibile che le immersioni fossero più brevi, con pause di 4-5 ore.

Sabotaggio dei gasdotti Nord Stream: cos’era successo

Attraverso diverse esplosioni subacquee, il sabotaggio del 26 settembre 2022 portò al danneggiamento di tre dei quattro tubi dei gasdotti Nord Stream. Il fatto fu al centro di diverse inchieste, condotte da Svezia e Danimarca, ma entrambe chiuse nel febbraio 2024 a causa della difficoltà nello scovare i colpevoli.

In Germania invece l’indagine è andata avanti e, nel giugno 2024, era stato emesso un mandato di arresto europeo per un cittadino ucraino ritenuto coinvolto.