È morto 78 anni lo scrittore Stefano Benni, tra i più popolari e originali autori italiani degli ultimi decenni. Amato da generazioni diverse di lettori per il suo uso creativo della lingua e per il suo stile ironico e immaginifico, che usava sia per fare satira sulla società italiana sia per inventare storie dolci e fantasiose, Benni non lavorava più da tempo a causa di una malattia. 

Nei suoi romanzi e racconti ha unito comicità, invenzione linguistica e ironia surreale. Tra le sue opere più celebri, Bar Sport (1976)e La compagnia dei celestini (1992).

Fu pubblicato per la prima volta nel 1976, non ancora da Feltrinelli ma da Mondadori, che fece uscire una raccolta di suoi racconti intitolata Bar Sport. Ambientati in buona parte in bar di provincia, è diventato un classico della letteratura umoristica italiana, amato e studiato per le descrizioni di storie umane e situazioni comuni e famigliari ma reinterpretate in chiave spesso surreale o grottesca. Nel 1997 Feltrinelli ne pubblicò un seguito, e nel 2011 ne fu tratto un film. La compagnia dei Celestini del 1992 era ambientato in un mondo immaginario, ispirato all’Italia, in cui tre ragazzi orfani scappano dall’istituto in cui sono rinchiusi per partecipare ai campionati mondiali di un gioco simile al calcio, e chiamato “pallastrada”. Fu il romanzo più letto e conosciuto di Benni, e diventò un classico anche della letteratura per ragazzi italiana. Margherita Dolcevita, pubblicato nel 2005, su una ragazza brillante e ironica in una famiglia strana, fu invece il romanzo di Benni più conosciuto pubblicato dopo il Duemila.

Benni fu autore di opere teatrali, sceneggiature, programmi televisivi e testi per il comico Beppe Grillo. Collaborò a L’EspressoPanoramaLinusla Repubblica il Manifesto. Gran parte della sua produzione letteraria, tradotta in diverse lingue, fu pubblicata da Feltrinelli