Dopo la direzione nazionale di giovedì, ieri sera il Partito Democratico ha presentato le liste dei candidati alle elezioni.
Dopo le polemiche dell’altro ieri, il Partito Democratico ha presentato ufficialmente le liste dei candidati per le prossime elezioni del 4 marzo. «E’ la squadra migliore per vincere le elezioni» ha dichiarato Matteo Renzi in conferenza stampa.
Inevitabile è lo scontento degli esclusi e la delusione della base del partito. Ma il segretario difende le scelte «Quando vai a chiudere un elenco con meno spazi di prima c’è amarezza e dispiacere. Ma è fisiologico e umano il ricambio delle persone. Vedremo cosa fare in caso di rinunce». In realtà una prima rinuncia c’è stata: quella dell’ex presidente del partito Gianni Cuperlo, annunciata con un post su Facebook:
«Partecipando alla Direzione del Pd, alle tre del mattino e con un sms di avviso di qualche minuto, mi sono trovato candidato nel collegio di Sassuolo, a Modena. Ho scoperto di non essere l’unica figura precipitata in quelle terre di antica tradizione e insediamento della sinistra. Soprattutto ho capito che nessuno lo aveva anticipato ai militanti di lassù.[…]
A Sassuolo – lo spero davvero – ci sarà una candidata o un candidato che di quei luoghi si sentirà parte. Molto più di me. Come è giusto che sia».
Esponenti non candidati, esponenti che rinunciano, ma anche candidature in più collegi. E’ il caso di Maria Elena Boschi, inserita nell’uninominale a Bolzano e capolista nei listini proporzionali in Sicilia e in Lombardia. «Sarà in diversi collegi e diversi territori dove ha potuto lavorare nell’attività di governo. Anche a Taormina, dove ha lavorato all’organizzazione del G7. Ma per essere chiari: noi la questione banche l’abbiamo presa di petto e abbiamo salvato correntisti, risparmiatori e posti di lavoro. Prima che su Arezzo, a Siena abbiamo chiesto a Padoan di candidarsi, di giocarsi questa partita, con un messaggio potentissimo di sfida politica». In chiusura Renzi ha chiesto di smetterla con le polemiche e guardare avanti alle elezioni.
Non si può negare che quello del segretario sia stato un vero colpo di mano, atto a ridimensionare la minoranza interna. A meno di un improbabile ribaltamento nel mese che manca alle elezioni, il Partito Democratico non uscirà vincitore dal 4 marzo e il giorno successivo Renzi vuole essere forte allo showdown con i suoi oppositori.
Tutti i candidati potete trovarli a questo link.





