Teatro Vascello
Cantieri Teatrali Koreja
Paladini di Francia
di Francesco Niccolini
con Carlo Durante, Francesco Cortese, Anna Chiara Ingrosso, Emanuela Pisicchio
ideazione scene Iole Cilento
realizzazione scene Porziana Catalano, Iole Cilento
musiche originali Pasquale Loperfido
voce di Carlo Magno Fabrizio Saccomanno
disegno luci Angelo Piccinni
tecnico Alessandro Cardinale
organizzazione Laura Scorrano
assistente alla regia Valentina Impiglia
regia Enzo Toma
PALADINI DI FRANCIA ha ottenuto:
Premio EOLO AWARDS come Miglior Spettacolo
Premio Associazione Nazionale Critici del Teatro
Premio speciale della Giuria come Miglior Performance per il sostegno e lo sviluppo delle tradizioni
The Great Petrushka, International Puppet Festival 2014_Ekaterinburg-Russia
Premio come miglior regista Harmony Word puppet Carnival 2014 – Bangkok-Thailand
Premio Internazionale “Il Teatro Nudo” di Teresa Pomodoro – Milano, Novembre 2016
Uno spettacolo colto e coinvolgente, tragicomico e metateatrale, ricco di citazioni e pure fluente: lo spettacolo Paladini di Francia di Francesco Niccolini, regia di Enzo Toma, avvince sapendo divertire, aprendo intanto spazi di commozione e delicata poesia nell’amata cornice di Cosa sono le nuvole di Pasolini, fonte d’ispirazione anche per la definizione dei personaggi, attori/pupi che tornano a sostare a lato, mutando costumi a vista. Diversi dialetti quasi ad evocare le molte lingue di una guerra lontana, con la voce di Carlo Magno fuoricampo che è insieme imperatore e regista. Le armature e le spade cozzano così come fanno le marionette siciliane in scena, i movimenti ritmati, leggeri, quasi ci fossero davvero dei fili che guidano i passi, i combattimenti.
Ma si coglie insieme il piacere di evocare il gioco dei bambini, il gusto di sperimentare la guerra per finzione, con elmi e corazze realizzate con elementi di recupero, oggetti da cucina, posate e colapasta, mentre appaiono anche profili di cavallo con cui galoppare in forma ludica: tutto possiede però una speciale eleganza, perfetta anche la cura del trucco, i caratteri popolari fusi con meditato senso estetico, così anche per le luci. Battute di Amleto e Riccardo III in dialoghi fitti, spesso con il piacere ironico della rima, che vanno caratterizzando i diversi paladini, i cavalieri e gli scudieri, ma c’è anche Angelica, colei che condurrà alla follia il prode Orlando.
Gli interpreti moltiplicano i ruoli senza distinzione tra maschi e femmine, affrontando guerre ovunque all’invito di Tutti in scena. E Astolfo – che raggiungerà il mondo della luna, un passaggio colmo d’incanto – dà la sua parola di burattino. E si nomina anche il cavaliere della Mancia: perché ogni esperienza, anche letteraria, può infine semplicemente tradursi in piacere teatrale, complice il pubblico. Ricordando ancora il film di Pisolini: sotto il cielo di morte a Roncisvalle la voce di Modugno e il sospiro di stupore e perdita per la straziante e meravigliosa bellezza del creato.
Nicky Abrami





