Il tour dei Radiohead, che torneranno a calcare le scene dopo sette anni lontani dal palcoscenico, non sembra essere nato sotto una buona stella. Qualche settimana fa il BDS, il movimento palestinese per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele, si era scagliato apertamente contro Thom Yorke e soci, chiedendo ai fan di disertare i concerti della band finché questa non prenderà una posizione netta in merito al conflitto nella Striscia di Gaza.

Messe da parte le questioni politiche, un altro grande problema è rappresentato dall’intricato sistema di acquisto dei biglietti, fatto di pre-registrazioni, geolocalizzazioni e codici. Le persone interessate agli eventi si sono iscritte al sito del gruppo, secondo un programma studiato dagli organizzatori per aggirare le interferenze dei bot. Un’idea volta a premiare le persone più vicine ai luoghi dove si terranno i live ma che, non appena si è attivata la vendita, ha mostrato più di una falla.

Secondary ticketing 1- Radiohead 0

I siti di ticketing sono velocemente andati in crash a causa dei troppi utenti connessi, e chi è riuscito a restare nelle piattaforme si è trovato “imbottigliato” in un traffico online senza precedenti. Molti dei codici d’acquisto non sono arrivati, mentre altri sembrerebbero aver raggiunto addirittura Canada e Stati Uniti, Paesi dove non sono previste date.

Il risultato, naturalmente, è stato un malcontento generale, manifestato sul web dai fan sfortunati che, nonostante le lunghissime code, l’impegno e la pazienza, sono rimasti esclusi dalla prevendita. Come se non bastasse, sembra proprio che gli sforzi per contrastare il bagarinaggio si siano rivelati inutili. Sui siti di secondary ticketing, infatti, è possibile trovare già dei biglietti, rincarati a quasi duemila euro. I Radiohead, in ogni caso, hanno lasciato intendere che in futuro potrebbero mettere in vendita altri ticket: speriamo che, in quel caso, la Karma Police sappia operare in maniera più efficiente.

Federica Checchia