Un’organizzazione americana per la salute pubblica ha accusato Netflix di promuovere implicitamente il tabagismo attraverso le sue serie televisive. Troppe scene di fumo influenzerebbero gli spettatori più giovani.

Che il product placement sia oggi una delle strategie di marketing più utilizzate all’interno dei programmi televisivi, lo sanno bene sia Netflix che la Truth Initiative, organizzazione statunitense per la salute pubblica. Ma cosa succede quando i prodotti inseriti all’interno di film e serie tv sono sigarette, tabacco e articoli per i fumatori? Secondo ‘While You Are Streaming’, nuovo report divulgato dalla Truth Initiative, il 79% degli show televisivi con un pubblico compreso tra i 15 e i 24 anni mostrerebbe un numero eccessivo di scene di fumo. A finire nel mirino dell’organizzazione per la salute sono soprattutto i servizi di video streaming su richiesta, Netflix in testa. Secondo l’associazione, infatti, soltanto nel 2016 Netflix avrebbe proposto ben 319 episodi di fumo all’interno delle sue serie televisive: più del doppio delle 139 scene mostrate nei programmi televisivi via cavo.

Stranger Things (Foto dal Web)

Stranger Things si posiziona in cima alla classifica delle serie Netflix più affezionate all’uso del tabacco, con un numero di episodi di fumo pari a 182, soltanto nella prima stagione. Ad essa fanno seguito 45 scene di Orange Is the New Black, 41 di House of Cards e 22 di Fuller House. Con il successo delle piattaforme per lo streaming on demand “stiamo assistendo ad un ritorno pervasivo del fumo sugli schermi televisivi, che tende a rendere glamour e normalizzare un’abitudine mortale davanti a milioni di giovani spettatori suggestionabili” ha dichiarato Robin Koval, CEO e presidente della Truth Initiative. Il bisogno compulsivo e nevrotico di un pacchetto di Camel da parte di Joyce Byers, il rituale della sigaretta notturna dei coniugi Underwood, l’uso disinibito del fumo da parte delle detenute di Litchfield, solo per fare alcuni esempi, rappresenterebbero per la Truth Initiative dei modelli di comportamento dannosi per le audience più giovani.

Orange Is the New Black (Foto dal Web)

Secondo il report, per immaturità quasi fisiologica, gli spettatori più giovani sarebbero portati ad emulare gli atteggiamenti e gli stili di vita dei loro personaggi preferiti. Il rischio maggiore sarebbe quello di non riuscire a discriminare ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ciò che è sano da ciò che è nocivo per la salute. Che oggi ci sia una maggiore attenzione alle tematiche legate alla salute è fuori discussione, basti pensare alle norme antifumo e alle etichette shock affisse su tutti i pacchetti di sigarette. Ed è giusto che sia così. Tuttavia, il fumo è entrato nell’immaginario collettivo pop, veicolato proprio dal cinema e dalla televisione, già prima che piattaforme come Netflix e Hulu venissero alla luce. Il dubbio allora è: cosa cambia quando dalla realtà si passa al mondo della fiction? O meglio, come si può diseducare al fumo senza snaturare il carattere di alcuni personaggi?

House of Cards (Foto dal Web)

Se è vero che gli spettatori più giovani siano più influenzabili sotto certi aspetti, è pur vero che alcuni personaggi televisivi non sarebbero più gli stessi senza i vizi e le virtù che gli contraddistinguono, inclusa quindi la dipendenza da tabacco. I fan si innamorano dei protagonisti delle serie tv anche e soprattutto per le loro fragilità, per il loro essere umanamente vulnerabili ed imperfetti. L’uso del fumo nei programmi tv non deve essere accompagnato da una visione positiva a discolpa della dipendenza, ma dovrebbe essere visto unicamente come un elemento funzionale alla caratterizzazione di un determinato personaggio. Conciliare questi due aspetti non è un lavoro semplice, ma è ciò che i producer dovrebbero imparare a fare nei prossimi giorni. Limitarsi a censurare le scene di fumo o provare quantomeno a ridurre il numero di episodi in cui viene accesa una sigaretta in diretta, potrebbe essere una soluzione in tal senso.