La positività tossica è uno dei grandi mali del nostro tempo: deve andare tutto bene e, se così non fosse, abbattersi non è contemplato. E se il buon Gigi D’Alessio cantava “Non mollare mai”, Olly ci dice che ogni tanto possiamo anche mollare, perché è “Tutta Vita (Sempre)”. In questa versione deluxe, con ben sette tracce in più (compresa Balorda Nostalgia, la canzone vincitrice di Sanremo 2025), il nostro Federico Olivieri è decisamente più maturo e consapevole, e ci regala una raffinata composizione musicale, unita a testi che vogliono scavare nel profondo.
Olly torna con “Tutta Vita (Sempre)”: l’inno a vivere davvero

Ciò che appare evidente al primo ascolto è una sonorità nuova: queste sette tracce esprimono tutta l’esperienza accumulata di Olly, (al secolo Federico Olivieri). Non sono mancati riferimenti a quanto successo in questo 2025, un anno, per lui, ricco di emozioni, eventi, concerti, e critiche. Per questo comincia col botto con “Così Così”, dove i riferimenti sono tanti. Il primo, per chi segue il cantautore, è sicuramente quello relativo alla polemica che l’ha visto coinvolto lo scorso agosto, dove una fotografia -e diverse stories- di una tavolata completamente imbrattata di vino ha risvegliato le coscienze, rovesciandogli addosso parecchie critiche. Così, ha deciso di rispondere a tutti quelli che “sentenziano” (una citazione a De André?), con un bel “me la vivo così”: e chi può darti torto, Federico?
Le sonorità di questo album sono quelle tipiche di fine estate: settembre, come ben sappiamo, è il mese dei bilanci. Le tracce sono perfette per quel viaggio in macchina che ci permette di riflettere sui nuovi inizi. Per Olly, questa è stata un’estate a dir poco piena: dopo la vittoria a Sanremo, i vari concerti nelle piazze (e non solo), si aggiunge anche l’inizio del tour con date esplosive all’Ippodromo di Milano e l’annuncio delle date allo Stadio di Genova. Le sonorità di strumenti non convenzionali per il pop, come la fisarmonica, rendono i brani articolati ma ben bilanciati.
Un tributo a Pino Daniele?
Sono le tipiche canzoni da ascoltare per pensare: i testi sono applicabili a tanti aspetti della vita. E forse è proprio questo il segreto dietro l’enorme successo, sempre più in ascesa, del cantante genovese: trasmette il messaggio che la musica è di tutti. Anche se, e questo è il nostro momento gossip, a “Occhi color mare” il pensiero è solo uno: a chi è dedicata? La nostra teoria è che sia dedicata a Bianca (traccia di enorme successo dell’album “Gira, il mondo gira” del 2023. Se Bianca “porta il sole nelle tasche”, in Occhi color mare è Olly che vuole “rubarti il sole dalle tasche”. Si è anche proclamato “Neve al sole” (un riferimento al brano di Pino Daniele?). Un ragazzo cambiato, maturo e consapevole, ma sempre pronto a vivere la vita.
Buon trasloco, o meglio il colpo di grazia
Un dettaglio importante di questo album è sicuramente la maestria di Juli, al secolo Julien Boverod, amico fraterno e producer di Olly. Il suo talento lo abbiamo visto in tantissimi brani, e la sua chitarra è diventata ormai il tratto distintivo dei brani di Olly. Le sonorità ci riportano al cantautorato italiano: da De André (non me ne vogliano i puristi della musica), e ovviamente Vasco Rossi, idolo di Federico, a qualche somiglianza con Jovanotti. La varietà di strumenti come sax, fisarmonica, chitarra a pianoforte rendono questi brani senza tempo. Nessun riferimento a droghe (solo alcol, ma glielo concediamo), donne o soldi: rispetto ai freestyle dei primi tempi, Federico usa la musica come strumento di denuncia dell’ipocrisia che vede in questa società.
Ma la traccia più importante, almeno per chi scrive di queste parole, è Buon Trasloco. Come dicevamo poco sopra, il bello della musica di Olly è la possibilità di spaziare nell’interpretazione dei testi. Questo brano, parla di traslochi e di momenti finiti (una relazione? Non è specificato, ma è una possibile interpretazione), ma anche di una fine e di un inizio. Chi è fuori sede sa molto bene cosa significhi traslocare: ogni scatola, ogni valigia e ogni biglietto diventano una piccola cicatrice. E alla frase “Vorrei dirti che ti aspetto a cena” non si può non pensare a chi abbiamo lasciato a casa, che sia la famiglia, gli amici, i nostri amici animali. Qualche lacrima versata ci ricorda una sola cosa: la musica ha un enorme potere di lenire le ferite e farci sapere che, anche se lontani da casa per restare a casa, ci sarà sempre qualcuno che dirà “ti voglio bene pure se non torni”.
La tracklist dell’album
- Così Così
- Questa Domenica
- Il brivido della vita
- Depresso fortunato
- Come noi non c’è nessuno
- Balorda nostalgia
- Occhi color mare
- Buon trasloco
- È festa
- I cantieri del Giappone
- Per due come noi
- Quei ricordi là
- Noi che
- Devastante
- A noi non serve far l’amore
- Sopra la stessa barca
- La lavatrice si è rotta
- Scarabocchi
- A squarciagola
- Il campione
Marianna Soru





