Gli Stati Uniti, sotto le amministrazioni Biden e Trump, hanno fornito almeno 21,7 miliardi di dollari in aiuti militari a Israele dall’inizio della guerra di Gaza due anni fa, secondo un nuovo studio accademico pubblicato oggi, nel secondo anniversario degli attacchi di Hamas in Israele del 7 ottobre 2023.
Un altro studio, pubblicato anch’esso dal progetto Costs of War della Watson School of International and Public Affairs della Brown University, afferma che negli ultimi due anni gli Stati Uniti hanno speso circa 10 miliardi di dollari in più per aiuti e operazioni di sicurezza nel Medio Oriente.
Sebbene i rapporti si basino per la maggior parte delle loro scoperte su materiale open source, offrono alcuni dei resoconti più completi degli aiuti militari statunitensi allo stretto alleato Israele e dei costi stimati del coinvolgimento militare americano diretto in Medio Oriente.
I rapporti, che si basano su notifiche al Congresso pubblicamente disponibili, sono stati pubblicati mentre il presidente Donald Trump preme per la fine della guerra a Gaza. Funzionari israeliani e di Hamas hanno avviato colloqui indiretti in Egitto questa settimana, dopo che Hamas ha accettato alcuni elementi del piano statunitense che anche Israele ha dichiarato di sostenere.
Gli Stati Uniti sono il principale fornitore d’armamenti a Israele, anche dopo gli attacchi del 7 ottobre del 2023. Nonostante la fornitura nell’ultimo decennio sia diminuita, secondo i dati Sipri le armi inviate da Washington hanno comunque rappresentato circa i due terzi delle importazioni israeliane dal 2020 al 2024 (fino al 2020, erano il 90 per cento del totale). In forza del rapporto speciale con gli Usa, Israele è anche il principale beneficiario degli aiuti statunitensi. Per la guerra israeliana a Gaza e le successive azioni militari in Iran, Libano, Siria e Yemen, Israele ha fatto affidamento in gran parte sulle armi statunitensi ricevute prima del 7 ottobre 2023, in particolare aerei da combattimento. Tuttavia, ha continuato a ricevere dagli Usa cospicui aiuti militari per tutto il 2024, inclusi missili, bombe guidate e veicoli blindati: dei 61 aerei da combattimento in attesa di consegna, 50 sono stati ordinati nel 2024.
Aiuti militari a Israele, il ruolo dell’Italia
Secondo il report, tra il 2020 e il 2024, l’Italia ha contribuito per circa l’1 per cento alla fornitura di armi a Israele. Il 21 maggio le opposizioni hanno presentato alla Camera dei deputati una mozione inerente l’evoluzione della situazione in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza soffermandosi, tra le altre cose, sulla possibilità di interrompere ogni rapporto di cooperazione e accordo militare con Israele e la relativa industria bellica. In particolare, la mozione – che come era prevedibile è stata respinta – chiedeva di sospendere “urgentemente, ove in essere, le autorizzazioni di vendita di armi a Israele” concesse prima della dichiarazione dello stato di guerra dell’8 ottobre 2023, nonché a provvedere “all’immediata sospensione dell’importazione degli armamenti da Israele”. Pur nel rispetto formale delle norme, l’Italia infatti non ha concesso nuove autorizzazioni ma ha tenuto in vita alcuni accordi stipulati prima del 7 ottobre 2023 e ha aumentato notevolmente le sue importazioni.





