Un tribunale di Los Angeles ha condannato la multinazionale Johnson & Johnson a versare 966 milioni di dollari di risarcimento alla famiglia di una donna, morta di cancro nel 2021. I parenti di Mae Moore avevano attribuito la sua malattia all’utilizzo di un prodotto dell’azienda, contenente talco contaminato dall’amianto. La sostanza le avrebbe provocato un mesotelioma particolarmente raro e aggressivo, che non le aveva lasciato scampo.

Lunedì sera la giuria ha ordinato alla società di pagare 16 milioni di dollari come risarcimento compensativo e 950 milioni come danni punitivi. La sentenza, però, potrebbe essere ridotta in appello. La Corte Suprema degli Stati Uniti, infatti, stabilisce che questi ultimi non dovrebbero superare nove volte quelli compensativi. Erik Haas, vicepresidente di Johnson & Johnson, ha fatto sapere che l’azienda presenterà ricorso, definendo il verdetto «oltraggioso e incostituzionale».

Le altre cause di Johnson & Johnson

L’azienda ha ribadito la sicurezza dei propri prodotti. In ogni caso, J&J ha cessato la vendita di talco per bambini negli Stati Uniti nel 2020, sostituendolo con un prodotto a base di amido di mais. Da anni, il colosso farmaceutico sta fronteggiando numerose cause legali simili al caso di Mae Moore. Nel 2018, aveva dovuto risarcire con 4,7 miliardi di dollari ventidue donne che avevano contratto il cancro alle ovaie. Pochi mesi dopo, aveva fatto scalpore un’inchiesta che sosteneva che la società conoscesse bene le caratteristiche cancerogene di alcuni dei suoi prodotti, ma che avesse taciuto per convenienza.

Federica Checchia