C’è qualcosa che bolle (anzi, che si intreccia) nel mondo della maglieria, e non stiamo parlando dei soliti cardigan beige da mezza stagione. Ebbene sì è tornato il knitcore. Negli ultimi anni, una nuova generazione di designer ha completamente riscritto le regole del knitwear, trasformando il classico “maglione per stare al caldo” in un manifesto estetico. Le trame si fanno scultoree, gli orli diventano asimmetrici, i punti si aprono, si deformano, si reinventano. È come se la maglia fosse passata da passatempo domestico a forma d’arte contemporanea.
Sì, lo diciamo ufficialmente: il knitcore è tornato, ed è il grande revival della cozy-girl era
Tutto è iniziato in silenzio, durante i mesi di lockdown, quando metà mondo ha riscoperto il piacere di lavorare a maglia. Ma da allora, il movimento è esploso. Brand come Hope Macaulay, A. Roege Hove e PH5 hanno portato in passerella creazioni che sembrano uscite da un sogno in 3D: top ondulati, gonne intrecciate, capi che abbracciano il corpo in modo liquido, fluido, imprevedibile. Ogni pezzo racconta una storia di creatività, tempo e tatto.
Dimentica tutto quello che sapevi sul concetto di “sweater weather”. La maglieria del 2025 non è minimal, non è sobria e non è solo invernale. È il contrario: esplosiva, sperimentale, capace di adattarsi a ogni stagione. Tory Burch ha presentato cardigan con maniche che si incrociano sul petto come sculture; Miu Miu ha riportato in auge i twin set anni Duemila, giocando con proporzioni micro; Stella McCartney ha trasformato il maglione in un oggetto sensoriale, con maxi frange e texture bold in rosso pomodoro.
Il risultato è una nuova forma di libertà stilistica. Le maglie non sono più “capispalla” o “strati base”: sono protagoniste. Si indossano come abiti, si stratificano come armature, si muovono come tessuti vivi.
Perché tutti ne parlano?
La verità è che la maglieria oggi è molto più di una tendenza. È un linguaggio, una dichiarazione d’intenti. Parla di nostalgia e di futuro allo stesso tempo, di lentezza e di identità. Per la Gen Z, che vive tra artigianato e realtà aumentata, il knitwear rappresenta proprio questo: qualcosa di autentico, tangibile, che vibra di umanità. Se hai scelto un modello voluminoso, costruisci intorno a lui: leggings neri, kitten heels e capelli raccolti per un effetto “effortless ma editoriale”. Se invece ami le combinazioni forti, osa con contrasti decisi: un pullover romantico con pantaloni in pelle o una gonna satinata.
E quando il freddo arriva davvero, il trucco è sovrapporre. Una trench neutra sopra una maglia scultorea e sei pronta per qualsiasi fashion week.





