Amedeo Pagani, oggi ex marito, ha avuto una lunga storia d’amore con la scrittrice Barbara Alberti, da cui ha avuto due figli. In un’intervista al Corriere della Sera, Barbara Alberti ha detto, parlando della sua unione con Pagani: “Abbiamo passato una vita insieme, anche se per una decina di anni, in passato, ci siamo lasciati perché io l’ho tradito. Alla fine resistono altre cose più grandi dell’amore, come il piacere di stare insieme.”
In seguito, la scrittrice ha aggiunto che nonostante tutto i due sono rimasti legati anche per il bene dei figli. Su Malcolm e Gloria la Alberti ha detto:
“Sono arrivati tutti e due nei periodi di tempo in cui io prendevo la pillola, vatti a fidare degli anticoncezionali. Io e il mio ex marito siamo stati due genitori matti. Giravamo il mondo, la prima è venuta sempre con noi, il secondo è rimasto più a casa”.
E sul rapporto attuale con l’ex marito, Amedeo Pagani, afferma:
“Si sta insieme perché si scopre che insieme si sta bene. È presenza fisica, è condivisione di programmi, è cose da fare, è disincanto”.
Gloria e Malcom Pagani, chi sono i figli di Barbara Alberti e dell’ex marito Amedeo Pagan
Gloria e Malcom Pagani sono i figli avuti da Barbara Alberti insieme all’ex marito Amedeo Pagani. La primogenita, classe 1995, ha seguito una strada per certi versi affine a quella della madre ma unicamente per la materia in questione. La cultura umanistica e linguistica sono il baricentro della sua attività essendo infatti una stimata insegnante di lingua araba. Il secondo ha invece seguito le orme della madre.
Barbara Alberti ha spesso raccontato del suo rapporto con i figli Gloria e Malcom Pagani; intenso, viscerale, ma anche condito da momenti di difficoltà in relazione ai primi anni alle prese con la maternità. Intervista nel programma Da noi a ruota libera, la scrittrice ha infatti raccontato come le ristrettezze economiche abbiano messo a dura prova il suo ruolo di madre, data anche la giovane età. “Gloria è sempre stata con noi mentre a Malcom quella vita non piaceva: quando era piccolo si è praticamente fatto adottare dalla famiglia Santoro, di un suo compagno di classe… Per lui era un modo per sentirsi al sicuro, era pazzo di gioia”.





