Negli anni Settanta scoppia l’amore tra Antonello Venditti agli albori della sua carriera e Simona Izzo che ha portato alle nozze nel 1975 ed alla nascita l’anno successivo di Francesco unico figlio della coppia. La coppia si separava nel 1978 a seguito di tradimenti del cantautore. Ospite di Donne Al Bivio, la Izzo aveva raccontato un aneddotto legato alla fine del matrimonio: “Salendo in camera di Antonello poco dopo esserci sposati, lo avevo raggiunto al nord per un concerto con nostro figlio Francesco piccolo, trovai sul letto un reggiseno dalla taglia zero. Ovviamente lui negò ma anche quello era un tradimento“. All’ex moglie Venditti ha dedicato “Amici mai”, “Ricordati di me”, “Ci vorrebbe un amico” e “Dimmelo tu cos’è“. “Con Venditti non ci parliamo da anni, da quando lui mi ha bloccato sui social. Se lo perdono? No, non posso perdonare un uomo che a 70 anni blocca la sua ex su whatsapp. Ma l’ho amato e resta il padre del mio unico figlio”.
Negli anni Ottanta Simona Izzo ha una storia con Maurizio Costanzo sulla quale ha dichiarato sulle pagine del Corriere Della Sera a seguito della scomparsa del giornalista nel 2023: “Lui è tra le persone della mia vita che ho conosciuto e a cui ho voluto bene. Io e Maurizio ci siamo dati una mano a vicenda. Non riesco a parlare di una vera e propria relazione sentimentale. Io venivo da una separazione, lui era in un momento difficile della sua vita.”
Ricky Tognazzi è il secondo marito di Simona Izzo
Ricky Tognazzi non è solo il secondo marito di Simona Izzo, ma anche uno sceneggiatore e regista di successo. Figlio del celebre Ugo Tognazzi, negli ultimi trent’anni è legato sentimentalmente all’attrice e sceneggiatrice
Dopo un lungo fidanzamento, i due convolavano a nozze. In un’intervista Ricky Tognazzi aveva raccontato un aneddoto legato alla proposta di matrimonio arrivata dalla Izzo: “Voleva sposarmi ma non mi sentivo pronto. Mentre andavamo in macchina a trovare mia madre lei mi fa una scenata che dura dal casello di Roma nord fino a Ventimiglia – aggiunge – cercavo di spiegarle che il matrimonio non era necessario, che avevamo una casa in comune, un lavoro in comune, persino il conto in banca in comune e a un certo punto le chiesi: perché dobbiamo sposarci? La sua risposta fu solenne: per educazione…E su questo mi sono arreso“.





