Diciotto voti hanno salvato il governo Lecornu II che, almeno per il momento, può tirare un sospiro di sollievo. La mozione di sfiducia presentata da La France Insoumise nei confronti del neo premier Sébastien Lecornu, che si era dimesso qualche settimana fa, ma era stato richiamato con urgenza dal presidente Macron, è stata respinta dai membri dell’Assemblea Nazionale. Il testo è stato votato da 271 parlamentari, non abbastanza per raggiungere i 289 necessari. Una manciata di deputati socialisti, ha tuttavia disobbedito alle indicazioni del leader Olivier Faure. Sette di loro hanno infatti votato la prima mozione, nonostante il partito di centrosinistra avesse deciso di sostenere il premier dopo che questi aveva fatto loro una serie di concessioni politiche, tra cui la sospensione della riforma delle pensioni.

Anche la seconda mozione, proposta dall’estrema destra del Rassemblement National, si è conclusa con un nulla di fatto: 144 favorevoli, a fronte di 289 partecipanti. Un risultato quasi scontato, dopo che la sinistra ha aveva fatto sapere che si sarebbe astenuta, salvando di fatto il nascente esecutivo. Marine Le Pen, durante il suo discorso, ha definito l’accaduto uno «spettacolo patetico, veleno per la nostra democrazia».

Sébastien Lecornu evita la sfiducia, ma gli oppositori annunciano nuove battaglie

«La storia giudicherà molto duramente queste manovre politiche in cui si è confusa la tribuna dell’Assemblea nazionale con una tribuna pubblicitaria. Le elezioni presidenziali arriveranno, avrete l’occasione di fare campagna elettorale, per ora non prendete in ostaggio il bilancio» ha dichiarato il primo ministro, intervenendo in aula poco prima delle votazioni. Dopo aver incassato la fiducia, tuttavia, è apparso più conciliante mentre si dirigeva verso Matignon -il Palazzo Chigi francese- commentando: «Adesso al lavoro. Cominciamo con i dibattiti».

Mathilde Panot, del gruppo di estrema sinistra, ha però già annunciato nuove battaglie: «Non vi rassegnate. Oggi lanciamo un appello alla resistenza popolare e parlamentare per lottare contro questa manovra finanziaria crudele. Lecornu e Macron sono in bilico, più presto che tardi il presidente Macron se ne deve andare, presenteremo quindi una nuova mozione di destituzione del presidente della Repubblica oggi stesso».

Federica Checchia