Durante il primo mandato di Donald Trump, John Bolton, ricopriva il ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale. Ieri il politico Repubblicano è stato incriminato in Maryland per diciotto reati legati al possesso e alla divulgazione di informazioni riservate. L’ex braccio destro del presidente, che nel tempo è diventato uno dei suoi più fieri oppositori, è accusato di essersi avvalso, tra il 2018 e il 2019, di un account di posta elettronica personale per inviare delle email contenenti appunti su questioni strettamente riservate, che riguardavano il governo statunitense.
Lo scorso agosto l’FBI ha perquisito la sua abitazione e il suo ufficio, portando via una serie di documenti cartacei e digitali. Bolton, settantasei anni, è noto per le sue idee piuttosto aggressive e interventiste in materia di politica estera. Ha lasciato la Casa Bianca a seguito di forti divergenze con Trump. I due hanno sempre fornito versioni totalmente discordanti in merito all’accaduto e, da quel momento, l’ex consigliere è diventato molto critico nei confronti dell’operato del tycoon.
Il libro di John Bolton che ha fatto infuriare Trump
Nel 2020 ha pubblicato un libro, intitolato The Room Where It Happened, in cui ha raccontato diversi aneddoti risalenti agli anni nell’amministrazione, bollati dal presidente come «menzogne e storie false». Tra le storie narrate nel memoir, spicca l’accusa mossa a Trump di aver provato a convincere il presidente cinese Xi Jinping a comprare una gran quantità di prodotti agricoli dagli Stati Uniti. Lo scopo dichiarato del tentativo era accrescere i propri consensi negli stati rurali in vista delle elezioni di novembre 2020, poi perse contro Joe Biden.
La Casa Bianca ha cercato, senza successo, di bloccarne la pubblicazione, sostenendo che l’opera contenesse delle informazioni riservate. Ha poi intentato una causa contro Bolton, che però si è conclusa con un nulla di fatto. Al principio del secondo mandato, tuttavia, Donald Trump ha riaperto il conto in sospeso con l’ex collaboratore. Ha infatti revocato a lui e ad altri ex funzionari le misure di protezione di cui godevano a causa delle minacce alla loro sicurezza da parte dell’Iran. Ora che è incriminato, Bolton rischia fino a dieci agni per ognuno dei capi d’accusa.
Federica Checchia





