Baek Se-hee, autrice del celebre self-help memoir I Want to Die But I Want to Eat Tteokbokki, è morta all’età di trentacinque anni, per cause non ancora chiare. Il suo libro, pubblicato nel 2018 in Corea del Sud e, nel 2022, nel Regno Unito per Bloomsbury, racconta le conversazioni di Baek con il suo psichiatra sulla propria distimia. Il seguito, I Want to Die but I Still Want to Eat Tteokbokki, è uscito lo scorso anno. Il piatto a cui si fa riferimento in entrambi i titoli era il preferito della scrittrice; si tratta di gnocchi di riso glutinoso saltati in padella e conditi con una salsa piccante di gochujang (a base di peperoncino), ai quali vengono in seguito aggiunti eomuk, uova bollite e scalogno.
«I suoi lettori sapranno che ha toccato milioni di vite con la sua scrittura» ha dichiarato Anton Hur, che ha tradotto le sue opere in inglese. In effetti, il suo romanzo ha segnato una piccola grande rivoluzione in ambito letterario e culturale: fino a quel momento, infatti, in Corea del Sud la depressione era un tabù, e parlarne era considerato sconveniente e, di conseguenza, evitato sia in pubblico che nel privato. Nonostante questo, I Want to Die But I Want to Eat Tteokbokkiha venduto ben seicentomila copie nel Paese, diventando un vero e proprio caso nazionale.
Chi era Baek Se-hee
Nata nel 1990, Baek ha studiato scrittura creativa all’università prima di lavorare per cinque anni in una casa editrice. L’idea di mettere nero su bianco la propria esperienza è nata dopo aver pubblicato appunti riguardanti il suo percorso terapeutico su un blog e aver ricevuto feedback positivi. «Un utente mi ha scritto che era come se una luce stesse illuminando l’oscurità della sua vita, sono rimasta molto sorpresa», ha dichiarato in un’intervista del 2023 con PEN. «Scrivere un libro era un mio desiderio, ma avevo difficoltà a trovare il tema giusto. Poi ho capito che qualcosa di cui potevo scrivere con una certa autorevolezza era la depressione. Scrivere può aiutarti a vederti da diverse angolazioni; può essere un modo di considerarti tridimensionalmente».
Secondo l’agenzia coreana per la donazione di organi, l’autrice ha salvato cinque vite donando il suo cuore, i suoi polmoni, il suo fegato ed entrambi i suoi reni. Baek «voleva scrivere, condividere il suo cuore con gli altri attraverso il suo lavoro e ispirare speranza», ha affermato la sorella in una dichiarazione riportata dal Korea Herald. «Conoscendo la sua natura gentile, incapace di nutrire odio, spero che ora possa riposare in pace».
Federica Checchia





