Da circa tre giorni Saggart, nella periferia sud-ovest di Dublino, è teatro di scontri nei pressi di un hotel che ospita richiedenti asilo. Ieri sera le forze dell’ordine hanno arrestato ventitré persone e due agenti di polizia sono finiti in ospedale. Dopo essersi organizzati sul web, i manifestanti hanno raggiunto l’edificio, intonando slogan contro l’immigrazione e la crisi abitativa; molti pensano che a provocare quest’ultima sia l’arrivo in Irlanda di persone migranti.

L’albergo interessato dalle agitazioni ospita un ragazzo di ventisei anni, indagato per violenza sessuale su una bambina di dieci; la notizia ha dato il via alle proteste. Lunedì, giorno dell’arresto dell’uomo, l’atmosfera è rimasta pacifica; martedì, a fronte di duemila partecipanti alla protesta, sono stati schierati trecento agenti, contro i quali i civili hanno lanciato sassi, bottiglie, mattoni e fuochi d’artificio; sette di loro sono stati fermati. Ieri sera, infine, la situazione è degenerata.

Scontri a Dublino: i precedenti

Gli scontri di questi giorni restano comunque memo violente delle rivolte anti-immigrazione che avevano avuto luogo nella capitale nel 2023. A causarle, allora, era stato l’accoltellamento di quattro persone, fra cui tre bambini, attribuiti dai movimenti di estrema destra a una persona straniera, in seguito identificata dalle autorità giudiziarie come Riad Bouchaker, di origine algerina. Lo scorso giugno, per motivazioni analoghe, c’erano state delle rivolte anche in Irlanda del Nord, più precisamente nella cittadina di Ballymena.

Sta per concludersi, intanto, la campagna per le elezioni presidenziali previste per domani, venerdì 24 ottobre. A competere sono l’ex ministra Heather Humphreys, del partito di centrodestra Fine Gael, e l’indipendente Catherine Connolly, sostenuta dai movimenti di sinistra, tra cui Sinn Féin, il principale partito d’opposizione. Nessuna delle due candidate, turtavia, è apertamente anti-immigrazione. La stessa Humphreys, anzi, sostiene che il Paese necessiti di forza lavoro straniera, specialmente per i settori in cui c’è carenza di manodopera.

Federica Checchia