La tecnologia continua a evolversi a ritmo rapido e siamo ormai giunti a un punto in cui l’intelligenza artificiale è parte sempre più importante della nostra vita quotidiana. Quello dell’intelligenza artificiale è stato un tema scottante durante i due scioperi di Hollywood del 2023, mentre i creativi si battevano per ottenere misure che li proteggessero dalle varie tecnologie che minacciavano (e continuano a minacciare) i loro lavori. Ma ciò non ha impedito ai produttori di cercare di capire come implementare l’intelligenza artificiale nei film di oggi. La recente introduzione dell’attrice Tilly Norwood, generata dall’intelligenza artificiale, ha scatenato una notevole quantità di polemiche, a dimostrazione del fatto che queste discussioni non si esauriranno presto. Il conduttore di Shark Tank Kevin O’Leary ha espresso la sua opinione, che ha suscitato l’ira di importanti professionisti di Hollywood.
Parlando della sua esperienza nel film Marty Supreme, in cui interpreta un ruolo secondario, O’Leary ha affermato che i registi potrebbero “risparmiare milioni di dollari” sostituendo gli attori secondari con creazioni di intelligenza artificiale. La star della Marvel Simu Liu ha risposto su X, sottolineando le lacune dell’argomentazione di O’Leary. “Certo, la colpa è delle comparse che guadagnano 15-22 dollari all’ora e faticano a sopravvivere, e non delle persone di spicco che guadagnano milioni“, ha scritto. Il regista Steven DeKnight ha fatto eco alle opinioni di Liu, definendo i commenti di O’Leary “offensivi e stonati“.
Simu Liu contro l’IA
O’Leary ha tentato di inquadrare la sua opinione attorno ai budget di produzione, sostenendo che il denaro risparmiato grazie all’impiego di attori AI avrebbe potuto essere utilizzato per dare il via libera a un altro film. Si può sostenere che i film siano diventati troppo costosi, ma eliminare le comparse non è di certo la soluzione giusta. Come afferma Liu, gli stipendi pagati alle comparse rappresentano solo una frazione del budget finale, e ci sono persone più in alto che potrebbero effettivamente permettersi una riduzione dello stipendio. I talenti di punta non hanno bisogno di essere pagati tanto in certe situazioni, soprattutto nell’attuale panorama cinematografico in continua evoluzione, dove gli incassi al botteghino non sono sempre così affidabili.
Durante le trattative per risolvere lo sciopero SAG-AFTRA di due anni fa, gli studi cinematografici proposero l’idea di scansionare digitalmente le sembianze di un attore o comparsa. L’idea era di pagare un attore per un giorno di lavoro e poi lo studio avrebbe potuto utilizzare quella scansione a tempo indeterminato senza dover pagare il compenso effettivo. Fortunatamente, l’accordo attuale prevede una serie di tutele contro l’intelligenza artificiale, ma è chiaro che questo tema continuerà a gravare sull’industria cinematografica. Ecco perché è importante che creativi come Liu e DeKnight continuino a opporsi al suo utilizzo.
Alessandro Libianchi
Fonte: Variety





