Era nato nel Rione Sanità il 29 marzo del 1934. Nella sua casa di Posillipo, a Napoli, custodiva la bellezza della sua arte e della sua carriera, durata oltre sessant’anni. E si è spento, a 91 anni, Mimmo Jodice, maestro della fotografia, che aveva svelato la bellezza di Napoli lontano dagli stereotipi. L’annuncio silenzioso scuote la comunità partenopea e il panorama dell’arte e della fotografia italiana.

Morto Mimmo Jodice, addio al maestro della fotografia

La sua carriera di fotografo inizia negli anni Cinquanta. Al suo fianco l’ispirazione di maestri come Germaine Krull, Man Ray e Ugo Mulas. Nel 1967 presenta la sua prima mostra personale, ospitata dalla Libreria La Mandragola della città partenopea. E nello stesso anno compare nell’edizione italiana della rivista americana Popular Photography, dove presenta per la prima volta al mondo una sua immagine. I punti chiave della sua sperimentazione sono stati innovazione e soprattutto la ricerca di un linguaggio innovativo, uniti alla sua passione per la fotografia che l’ha fatto iniziare da autodidatta.

Tra i suoi lavori, in pieno clima concettuale, ci sono Taglio, Ferrania e i celebri Nudi stroboscopici, con cui l’artista racconta il Meridione italiano con scatti dalla forte potenza simbolica. Non è mancata la collaborazione con storici, antropologi e sociologi. Dello stesso periodo le straordinarie Vedute di Napoli, omaggio intimo e sentimentale alla sua città. Con il figlio Francesco aveva realizzato il film “Oltre il confine: le immagini di Mimmo e Francesco Jodice”, presentato al Roma Film Fest lo scorso 17 ottobre, nella categoria freestyle.

Marianna Soru