Il Financial Times ha rivelato che gli eredi di Michael Jackson avrebbero pagato in segreto 2,5 milioni di dollari per bloccare le accuse di abusi sessuali avanzate da cinque membri della famiglia Cascio, molto vicina alla popstar. Il quotidiano è entrato in possesso di assegni e corrispondenza riservata: il versamento sarebbe l’ultima solo tranche di un accordo da 16,5 milioni di dollari totali firmato nel 2020.
I Cascio sostengono di essere stati costretti ad accettare il patteggiamento senza averne compreso i termini nella loro totalità, non avendo un’assistenza legale adeguata, e accusano i rappresentanti dei Jackson di averli manipolati. Gli avvocati del Re del Pop, al contrario, hanno bollato le loro parole come «false e infamanti», etichettandole come «un tentativo di estorsione».
Nella battaglia legale per l’eredità di Michael Jackson anche il biopic su di lui
Dopo la scomparsa del cantante, nel 2009, i co-esecutori testamentari John Branca e John McClain hanno gestito il suo patrimonio, risanandolo dai debiti e generato introiti per un totale di tre miliardi di dollari. Hanno, inoltre, tentato di ripulire l’immagine di Jackson, nonostante lo scalpore destato dal documentario Leaving Neverland, del 2019, che ha riacceso i sospetti di pedofilia.
Questi nuovi risvolti arrivano in un momento delicato. Il prossimo 6 novembre, infatti, la Corte Superiore di Los Angeles deciderà se il caso arriverà in tribunale o se rimarrà riservato. Alla base della disputa, c’è anche un investimento da 155 milioni di dollari riguardante il biopic Michael, prodotto da Lionsgate e Universal, che dovrebbe essere distribuito nel 2026 o nel 2027.
Federica Checchia





