Pierfrancesco Favino e la compagna, nonchè collega Anna Ferzetti, condividono una lunga storia d’amore: i due non si sono mai sposati e sono genitori di Greta e Lea, nate rispettivamente nel 2007 e nel 2013.
L’attore sarà stasera ospite della nuova puntata di Che Tempo Che Fa, in onda dalle 19:30 sul Nove, dove presenterà il film Il Maestro di Andrea Di Stefano, nelle sale a partire dal 13 novembre. I primi anni del Duemila quando Favino aveva incontrato il grande successo de L’Ultimo Bacio di Gabriele Muccino che lo lancerà poco tempo dopo nell’olimpo del cinema, l’artista romano incontra ad una festa una giovanissima Anna Ferzetti. Figlia d’arte dell’attore Gabriele Ferzetti, in quel periodo muoveva i primi passi nel mondo della settima arte, debuttando nel 2002 sul piccolo schermo con la serie tv Le Ragazze Di Miss Italia.
Pierfrancesco Favino, la storia con la compagna Anna Ferzetti
I due attori si conoscono ad una festa tramite amici in comune l’anno successivo: “Lui mi ha pestato il piede. Abbiamo iniziato a chiacchierare e non ci siamo fermati più” aveva raccontato la 42enne sulle pagine di Vanity Fair riguardo al primo incontro. “Ci vediamo poco, e ogni volta è una gioia ritrovarsi. Se si sta un po’ separati, la coppia si rafforza“, aveva aggiunto sulla loro relazione. Successivamente con l’arrivo della primogenita Greta nel 2007, Favino e la Ferzetti hanno iniziato la convivenza. Fino a poco prima gli attori vivevano in due appartamenti separati nello stesso palazzo: la nascita della figlia ha dato il via ad una nuova fase della loro storia, sotto lo stesso tetto ed all’arrivo della secondogenita Lea sei anni dopo.
In un’intervista l’attrice che sarà tra i protagonisti del nuovo film di Paolo Sorrentino, La Grazia aveva dichiarato: “Io mi sono innamorata di Pierfrancesco perché è bello, è piacevole, mi fa ridere, è generoso, è un uomo di altri tempi. E anche perché è uno degli attori più bravi che abbiamo in Italia. Sarò di parte, ma è proprio un fuoriclasse, a casa vedo quale grandissima preparazione c’è dietro le sue interpretazioni. Lo ammiro perché non dà niente per scontato…Perché lo amo? Perché è paziente, amorevole, dolce, sensibile, bello e malinconico. Fa crepare dal ridere“





