Attraverso il Civil-Military Coordination Center (CMCC), un’organizzazione sotto il controllo dell’esercito americano e prevista dal piano di pace di Donald Trump, gli Stati Uniti stanno provando a sostituire Israele nella gestione degli aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza.
Ad oggi, lo smistamento delle consegne è nelle mani del COGAT, una divisione dell’esercito israeliano che detiene il potere di accettare o meno l’ingresso di cibo e beni essenziali, e che spesso ha ostacolato o rallentato i sussidi. Gli USA non hanno ancora fatto sapere se elimineranno o meno le restrizioni imposte da Israele. Il governo Netanyahu, in ogni caso, continuerà ad avere voce in capitolo nella questione.
Nonostante il nuovo ruolo degli Stati Uniti, Israele continuerà a ispezionare le consegne a Gaza
Il CMCC è operativo dallo scorso 21 ottobre. L’organizzazione risponde direttamente agli Stati Uniti, ma coinvolge altri Paesi, come Francia, Regno Unito e Germania. La sua sede è a Kiryat Gat, a sud di Gerusalemme, in un edificio di tre piani. In un piano ci sono gli statunitensi, in uno gli israeliani e in un altro i funzionari degli altri Stati e delle ong. Per dare autorevolezza all’iniziativa, l’amministrazione Trump ha inviato in visita ufficiale il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e la direttrice dell’intelligence Tulsi Gabbard.
Da parte loro, i funzionari israeliani hanno confermato la nuova subalternità del loro ruolo. Il COGAT, però, sostiene anche che la nuova organizzazione «non costituisce un trasferimento di autorità o responsabilità» agli Stati Uniti, e che Israele continuerà a ispezionare le consegne.
Federica Checchia





