Il dipinto di Gustav Klimt, “Ritratto di Elisabeth Lederer”, è stato venduto all’asta per 236 milioni di dollari da Sotheby’s a New York, diventando l’opera d’arte moderna più costosa mai venduta e stabilendo un record sia per l’artista che per la casa d’aste. L’asta, dedicata alla collezione di Leonard A. Lauder, magnate dei cosmetici Leonard Lauder, morto lo scorso giugno, era annunciata da mesi come uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Le aspettative non sono andate deluse: la sala era gremita, l’atmosfera tesa, e il capolavoro di Klimt – mai apparso prima sul mercato – ha catalizzato una gara serrata tra collezionisti internazionali che ha superato ogni previsione pur di conquistare il ritratto della figlia del mecenate di Klimt, commissionato dai genitori nel 1914. Leonard Lauder aveva acquistato ll dipinto nel 1985 dalla galleria Serge Sabarsky.

L’asta per il ritratto, pezzo forte della vendita della collezione del magnate della cosmetica Leonard Lauder, partiva da circa 130 milioni di dollari ed è stata caratterizzata da una guerra di offerte tra sei parti interessate, durata 20 minuti prima che il martello cadesse, decretando un vincitore la cui identità non è stata rivelata. Il “Ritratto di Elisabeth Lederer” (1914-16), opera di grandi dimensioni, fu confiscato dai nazisti prima di essere recuperato dalla famiglia del soggetto, che era cliente di Klimt, e venne acquistato dal figlio dell’imprenditrice Estée Lauder negli anni ’80.

Il ‘Ritratto Elisabeth Lederer’ dipinto da Gustav Klimt, venduto per 236,4 milioni di dollari (204 milioni di euro) da Sotheby’s a New York, è diventato la seconda opera d’arte più costosa mai venduta all’asta. Solo il “Salvator Mundi” di Leonardo da Vinci ha raggiunto un prezzo più alto, venduto per 450 milioni di dollari a New York nel 2017. Sei offerenti si sono contesi per 20 minuti l’opera del pittore capofila della secessione viennese, il dipinto raffigura la figlia del principale mecenate di Klimt in un abito imperiale cinese bianco, su uno sfondo di un arazzo blu con motivi di ispirazione asiatica. Il nome dell’acquirente non è stato rivelato dalla casa d’aste.

Realizzato tra il 1914 e il 1916, il “Ritratto di Elisabeth Lederer” rappresenta uno dei vertici assoluti della maturità artistica di Klimt: un’icona della Vienna secessionista, dove l’eleganza aristocratica convive con la sensualità decorativa della sua inconfondibile tavolozza d’oro e motivi orientali. La giovane Elisabeth posa avvolta in un abito modernista ispirato alla moda di Paul Poiret, sospesa in una dimensione di grazia impalpabile.

Il dipinto è anche un frammento della storia del Novecento: confiscato dai nazisti nel 1939 e restituito agli eredi dopo la guerra, attraversò vicende collezionistiche complesse prima di essere acquisito da Leonard A. Lauder (figlio maggiore di Estée e Joseph Lauder, fondatori dell’omonima azienda di cosmetici), divenendo da allora una delle opere più preziose ancora in mani private.

Ad accompagnare il ritratto, altri due lotti di Klimt, sempre dalla stessa collezione di Lauder, hanno attirato grande attenzione da Sotheby’s: “Prato fiorito” è stato venduto per 86 milioni di dollari, e “Pendio boscoso a Unterach am Attersee”, aggiudicato per 68,3 milioni di dollari. La serata è stata anche un omaggio alla figura di Leonard A. Lauder, straordinario mecenate americano, con le sue scelte collezionistiche che hanno segnato musei come il Whitney e il Metropolitan Museum, cui donò la fondamentale raccolta cubista. In totale, 24 lotti della collezione Lauder hanno generato 527,5 milioni di dollari all’asta di Sotheby’s.