Chi non ricorda l’iconica scena di Legally Blonde (La Rivincita delle Bionde), dove Elle Woods smaschera Chutney proprio grazie alla permanente per capelli? Il trend anni ’80 e ’90 ora è di nuovo di moda, dopo anni di capelli liscio spaghetto e pieghe con Dyson. I prodotti, ora, sono decisamente meno aggressivi, trattando in maniera più gentile la chioma e soprattutto le lunghezze.

Torna (finalmente?) la permanente capelli, riccia o mossa

Negli ultimi anni le passerelle e l’alta moda hanno riportato l’attenzione verso i ricci e soprattutto sulle chiome definite “crespe”. Rispetto ai trend del 2020, che volevano necessariamente un riccio definito, stiamo assistendo invece al tramonto della clean girl e della definizione a favore del crespo e delle chiome vaporose. Senza contare che sono ormai tantissimi i prodotti dedicati alla cura dei capelli ricci e mossi. Diventando ufficialmente un tratto da valorizzare anziché combattere. Ma è una caratteristica che si può acquisire: per questo ci pensa la permanente.

Le opzioni sono tendenzialmente due: quella alcalina e quella acida. In entrambe le versioni, le sostanze chimiche vengono impiegate per rompere i legami proteici dei capelli (che è lo stesso processo del lisciaggio, sia che si tratti di cheratina che di quella giapponese) Successivamente, lo shock termico, freddo per l’alcalina e caldo per l’acida, fissa la nuova forma data alle ciocche. Rispetto a quelle “chimiche” degli anni ’80, sono disponibili anche soluzioni vegane che affidano alle catene di aminoacidi presenti in natura, dalla soia ai piselli, il compito di ricostruire i legami strutturali dei capelli, senza sfruttare proteine di derivazione animale.

Marianna Soru