Oggi, 12 dicembre, ricorre l’anniversario della morte di Bonvi, noto fumettista italiano. Sono passati trent’anni da quando Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini – in arte Bonvi – è morto a seguito di un incidente stradale. Il suo tratto inconfondibile e la vena satirica hanno lasciato un segno anche negli anni a venire. Ricordiamo insieme alcune delle sue opere più celebri.

Da Sturmtruppen a Cattivik

Gli anni che hanno visto Bonvi attivo artisticamente sono quelli che vedono un’Italia segnata dal post guerra. Il periodo storico in cui è nato – 1941 – e quello in cui è cresciuto, indubbiamente, hanno plasmato il suo occhio critico e artistico. Tra le sue opere più famose ricordiamo Sturmtruppen pubblicato alla fine degli anni ’60. La suddetta striscia a fumetti non aveva uno scopo documentaristico, bensì satirico e antimilitaristico. L’artista scelse di smascherare la “stupidità della guerra”, sottolineando quanto fosse assurda e grottesca la vita militare, così come la guerra stessa. Tra i tratti distintivi dell’opera vi è l’uso di un gergo italo-tedesco sgrammaticato e volutamente comico, volto a privare la guerra della sua serietà.

Bonvi divenne anche un pioniere del fumetto in televisione. Fu lui a dare vita a Nick Carter, personaggio realizzato per la trasmissione Gulp! tra gli anni sessanta e settanta. Verso la fine degli anni sessanta realizzò un noto personaggio parodistico chiamato Cattivik, eredità lasciata poi a Guido Silvestri – in arte Silver -. In seguito decise di intraprendere anche strade più cupe e mature come Cronache del dopobomba, un’opera che ritrae un futuro post-apocalittico segnato dalla guerra. Il suo percorso artistico, però, non si limitò ai fumetti o allo spettacolo: fu anche sceneggiatore e attore, tra i quali figura l’adattamento cinematografico di Sturmtruppen. Un lascito importante che, ancora oggi, va ricordato con grande trasporto.

Stefania Cirillo