I due uomini armati che hanno sparato e ucciso 15 persone durante una celebrazione ebraica sull’iconica Bondi Beach di Sydney erano un padre cinquantenne e suo figlio ventiquattrenne, ha dichiarato la polizia australiana. “Il cinquantenne è deceduto. Il ventiquattrenne è attualmente in ospedale”, ha dichiarato il commissario di polizia del Nuovo Galles del Sud, Mal Lanyon, in una conferenza stampa. “Posso dire che non stiamo cercando altri autori di reato”, ha aggiunto. Rivisto il bilancio delle vittime, quindici e non sedici come detto in precedenza.

Almeno 50 colpi di fucile contro le famiglie riunite in riva al mare per celebrare la festività ebraica di Hanukkah, il festival delle luci dell’ebraismo, è finito nel sangue, con una delle più gravi stragi d’odio antisemita al di fuori di Israele – 15 morti e almeno 40 feriti – un pomeriggio di festa a Bondi Beach, la celebre spiaggia di Sydney, in Australia. Tra le vittime ci sono anche il rabbino di Sydney Eli Schlanger, una bambina di 12 anni e un sopravvissuto all’Olocausto. Due agenti di polizia sono gravissimi.

In Australia si è visto un forte aumento degli attacchi antisemiti nel Paese dopo l’assalto di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023 e la conseguente guerra a Gaza.

L’organizzazione di difesa dei diritti umani, il Consiglio Esecutivo dell’Ebraismo Australiano, ha conteggiato oltre 3.700 episodi antiebraici nel Paese nei due anni successivi all’attacco di Hamas. Il ritmo degli episodi in quel periodo è stato cinque volte superiore a quello del decennio precedente. Gli episodi spaziavano dai graffiti anti-israeliani all’incendio doloso e alla distruzione di una sinagoga di Melbourne