Talvolta la parola “riciclato” non è sinonimo di sostenibilità. È quanto accaduto per il poliestere riciclato che, secondo uno studio della ONG olandese Changing Markets, sembrerebbe non essere così ecologico come si pensi. L’Università Çukurova, in Turchia ha condotto una ricerca stabilendo che il tessuto ricilato rilascerebbe molte più microplastiche rispetto al poliestere vergine.

Poliestere riciclato e microplastiche: lo studio di Changing Markets

Lo studio si basa su 51 capi di Adidas, H&M, Nike, Shein e Zara. Il documento spiega che la fibra rilascia il 54,8% di particelle microplastiche in più, ma Changing Markets sostiene che il dato sia addirittura sottostimato. Inoltre, ritiene che il poliestere indicato come “riciclato” da Shein, in realtà non lo sia. Sullo stesso sito, infatti, si legge come in alcuni prodotti la dicitura “riciclato” sia stata rimossa dalle pagine di vendita. Una pratica diffusa nell’industria tessile: lo hanno fatto sia H&M e Nike. Oltre ai prodotti Shein, la quantità di microfibre emesse risulta superiore del 72% rispetto al poliestere vergine. Inoltre, le microfibre generate dal poliestere riciclato sono del 20% più piccole di quelle emesse dal poliestere vergine.

Tra i punti chiave dello studio c’è anche la trasformazione delle bottiglie di plastica in poliestere: il 98% del poliestere riciclato non proviene né da tessuti né da capi riciclati. Changing Markets sottolinea come questa pratica si avvicini al greenwashing e, in ogni caso, trae in inganno i consumatori. E afferma: “Il poliestere riciclato è diventato una soluzione pratica per il settore, consentendo ai marchi di rivendicare progressi nella riduzione della dipendenza dalla plastica vergine, pur aumentando la produzione complessiva di fibre sintetiche. I dati di Textile Exchange lo mostrano chiaramente: sebbene i volumi di poliestere riciclato siano aumentati l’anno scorso, la sua quota di mercato complessiva è scesa dal 12,5% al 12%, poiché il poliestere vergine è cresciuto ancora più rapidamente”.

Cosa dicono le aziende?

Nike, Shein e Zara per adesso non hanno risposto alle sollecitazioni dell’AFP riguardo ai risultati dello studio. Nike sembra essere la più inquinante, ed è seguita da Adidas. Il poliestere riciclato del marchio americano ha perso in media oltre 30.000 fibre per grammo di indumento, quasi quattro volte più di H&M e sette volte più di Zara. Per Adidas ci sarebbe “un vantaggio ambientale nell’utilizzo del poliestere riciclato”, perché “non è necessario trasformare il petrolio greggio e i rifiuti plastici vengono riutilizzati”.

E ancora: “Rispetto al poliestere vergine, genera molte meno emissioni di gas serra”. Il brand si è basato su altri studi scientifici, come quelli dell’ONG Microfibre Consortium. Questo non coglie differenze significative tra fibre riciclate e fibre vergini per quanto riguarda il rilascio di microfibre. H&M, invece, sostiene che “Il gruppo condivide le preoccupazioni riguardo all’impatto ambientale dei frammenti di fibre”. E precisa che il poliestere rappresenta solo il 22% della sua produzione. Starebbe, infatti, lavorando in particolare alla “ricerca di processi produttivi che riducano il rilascio di particelle”.

(Fonte: Fashion Network)

Marianna Soru