Pochi giorni fa, nel pomeriggio del 26, la metropolitana di Parigi si è trasformata in un teatro di violenza che ha coinvolto tre diverse stazioni della capitale. In un arco di tempo relativamente breve, tra le 16:15 e le 16:45, un uomo armato di coltello ha aggredito tre donne nelle fermate di Arts et Métiers, République e Opéra. Le aggressioni, verificatesi con una notevole rapidità, hanno interessato la linea 3. Il sospettato, dopo aver generato panico tra i passeggeri, ha cercato di far perdere le proprie tracce salendo su un treno della linea 8.
Aggressore già condannato per furto e violenza sessuale
Le vittime coinvolte sono state prontamente soccorse dai vigili del fuoco di Parigi e trasferite subito dopo in ospedale. La procura attualmente non ha ancora rilasciato informazioni in merito alla gravità delle ferite riportate. Un episodio che, secondo molti, mette in luce la scarsa sicurezza nei trasporti parigini. Le forze dell’ordine, grazie a un’efficace operazione di coordinamento, hanno permesso di impedire all’aggressore di fuggire. Gli inquirenti, incrociando le immagini del sistema di videosorveglianza con i dati della geolocalizzazione del telefono cellulare del sospettato, sono stati in grado di individuarlo nel comune di Sarcelles, nel dipartimento della Val-d’Oise, luogo in cui è poi scattato l’arresto.
L’uomo, noto alle forze dell’ordine e alla magistratura, era stato già condannato per furto e violenza sessuale. Il profilo dell’aggressore ha, quindi, sollevato polemiche a causa della sua posizione giuridica. Il soggetto era sprovvisto di documenti di identità validi, pertanto le autorità francesi non avevano potuto procedere all’espulsione dal Paese. Gli inquirenti tendono a escludere la matrice terroristica, ma le motivazioni esatte restano ignote. L’ipotesi più plausibile è da ricondursi a un gesto frutto di problemi psichiatrici, infatti l’uomo è stato portato in un ospedale psichiatrico. Attualmente la procura di Parigi procede con le accuse di tentato omicidio e aggressione aggravata.
Stefania Cirillo





