Il popolo iraniano è tornato nelle strade e nelle piazze, sfiancati dall’insopportabile disastro economico in cui l’Iran è precipitato, con il rial che ha toccato nuovi minimi storici, con una crisi energetica e idrica senza precedenti, tornano a chiedere la cacciata degli ayatollah e la fine della Repubblica islamica. Per il terzo giorno consecutivo in Iran ci sono state proteste e scioperi contro l’alta inflazione e la svalutazione del rial, la valuta locale, che domenica aveva perso molto valore rispetto al dollaro.
Gli studenti universitari iraniani si sono uniti alle manifestazioni contro il governo in Iran
Gli studenti universitari iraniani si sono uniti alle manifestazioni in corso contro il governo in Iran, partendo dai loro atenei e scendendo in piazza nella capitale Teheran e a Isfahan, nel centro del Paese. Lo riferiscono i media locali, mentre sui social sono stati condivisi video delle proteste partite dalle università. L’agenzia di stampa Ilna ha precisato che la protesta si è allargata ”a Teheran nelle università di Beheshti, Khajeh Nasir, Sharif, Amir Kabir, Scienza e Cultura, l’Università delle Scienze e delle Tecnologie, oltre che l’Università di Tecnologia di Ispahan”.
Cosa sta succedendo all’economia iraniana
L’economia iraniana è in crisi da anni, per la cattiva gestione e l’inazione del governo, che hanno reso l’inflazione un problema strutturale, ma anche per gli effetti delle nuove sanzioni occidentali, imposte nel 2018 dopo il fallimento dell’accordo sul nucleare per il ritiro degli Stati Uniti. Da allora il rial ha perso oltre il 90 per cento del suo valore e oggi 10 euro si cambiano con quasi 500mila rial. Per le persone è diventato difficile fare anche piccoli pagamenti, a causa della gran quantità di banconote da portare con sé, e anche altri tipi di transazioni e semplici operazioni di contabilità sono più complicati e potenzialmente costosi.
Dopo le prime proteste di domenica, lunedì sera il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha accettato le dimissioni del governatore della banca centrale iraniana, Mohammadreza Farzin, nominando al suo posto l’ex ministro dell’Economia Abdolnasser Hemmati.





