Anche questa edizione dei Golden Globes è giunta al termine. Molte le statuette consegnate ai papabilissimi del pubblico, e altrettante quelle meno attese, che hanno stupito pubblico e ospiti. Scopriamo insieme i vincitori per ogni categoria di questa sfavillante notte, dedicata al cinema e alle serie tv.
Cosa premiano i Golden Globes?
Si tratta di una delle notti più importanti per il mondo dello spettacolo. Di preciso l’83 edizione di questo enorme serata di premiazione si è tenuta nella notte italiana tra domenica 11 gennaio e lunedì 12 gennaio, al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles. La Hollywood Press Association (HFPA) ha consegnato le ambite statuette a maestranze e addetti ai lavori del mondo del cinema e della televisione.
La stand-up comedian, scrittrice e conduttrice radiofonica statunitense Nikki Glaser ha presentato per la seconda volta l’evento. Tra un’elegantissima ironia, e una grande professionalità nella conduzione, Glaser ha decisamente fatto centro, ancora una volta, facendo da collante perfetto di questa notte hollywoodiana. Inoltre, sul palco hanno introdotto i premi, annunciato i vincitori e consegnato le statuette anche altre star, da Amanda Seyfried a Zoë Kravitz. I candidati sono stati divisi in 28 categorie che includevano Cinema, Tv e Podcast (la novità dell’edizione).

‘Una battaglia dopo l’altra’: Miglior film e Miglio regista
Non avevamo dubbi che la più ambita delle statuette: quella al Miglior film musica o commedia, andasse a quella macchina impazzita e rivoluzionaria di Una battaglia dopo l’altra. Paul Thomas Anderson, maestro di pellicole granitiche come Il filo nascosto e Il petroliere, vince la statuetta
Noi scrittori siamo come delle gazze ladre. Rubiamo pezzi, frammenti. Io ho rubato molte parole, frasi dagli altri, dai libri. (…) Ho rubato una frase/concetto a Nina Simone. Le chiesero cosa fosse la libertà e lei rispose ‘Non avere paura’
Il suo film, con protagonisti Leonardo Di Caprio, Benicio Del Toro e Sean Penn, buca il velo del conformismo, e con esso le aspettative dello spettatore. Rabbia, utopia e coraggio centrifugano sotto l’occhio meticoloso di Anderson che dona grazie e bellezza al fervore della rivoluzione. Una battaglia dopo l’altra ha battuto gli altri candidati Blue Moon (Sony Pictures Classics), Bugonia (Focus Features), Marty Supreme (A24), No Other Choice (Neon) e Nouvelle Vague (Netflix), ma soprattutto marchia a fuoco un cambiamento, nella storia del cinema, e nel nostro modo di pensare al futuro.
Il regista Paul Thomas Anderson ha vinto anche il titolo di Miglior regista di un film per il film Una battaglia dopo l’altra, battendo altri grandissimi concorrenti: Ryan Coogler per I peccatori, Guillermo del Toro per Frankenstein, Jafar Panahi per Un semplice incidente, Joachim Trier per Sentimental Value e Chloé Zhao per Hamnet – Nel nome del figlio.
‘L’agente segreto’: Miglior film in lingua inglese e Miglior protagonista in un film drammatico
Il film L’agente segreto (Brasile) del regista e sceneggiatore brasiliano Kleber Mendonça Filho ha vinto il titolo di Miglior film non in lingua inglese. L’attore protagonista, Wagner Moura, aveva vinto il premio come Miglior attore al Festival di Cannes. La pellicola è ambientata durante la dittatura militare in Brasile. Ha battuto gli altri candidati Un semplice incidente (Francia), No Other Choice (Corea del Sud), Sentimental Value (Norvegia), Sirât (Spagna) e La voce di Hind Rajab (Tunisia). “Questo è un momento importante per fare film negli Stati Uniti e in Brasile”, ha detto il regista, che ha ricevuto gli applausi del pubblico”, dice il regista.
Il film però porta a casa un altro riconoscimento importante. Quello per la categoria di L’attore Miglior attore protagonista in un film drammatico. Vince l’attore brasiliano Wagner Moura, giunto alla seconda candidatura della sua carriera, dopo quella per Narcos nel 2016.
“È un film sulla memoria, o sulla mancanza di memoria, e sul trauma generazionale. Se il trauma può essere trasmesso di generazione in generazione, anche i valori possono esserlo”, ha detto. Ha battuto gli altri candidati Joel Edgerton per Train Dreams, Oscar Isaac per Frankenstein, Dwayne Johnson per The Smashing Machine, Michael B. Jordan per I peccatori e Jeremy Allen White per Springsteen – Liberami dal nulla.
Miglior attrice protagonista: in un film drammatico, e in un film commedia
Si vocifera e la Hollywood Press ha sugellato le voci. Il premio alla Miglior attrice protagonista in un film drammatico è andato all’ attrice irlandese Jessie Buckley per Hamnet- Nel nome del figlio, della regista cinese Chloé Zhao. Nella pellicola ha interpretato il ruolo di Agnes, la moglie di William Shakespeare. Per la parte, ha recentemente vinto anche un Critics Choice Award. Ora ha invece battuto le altre candidate Jennifer Lawrence per Die My Love, Renate Reinsve per Sentimental Value, Julia Roberts per After The Hunt, Tessa Thompson per Hedda ed Eva Victor per Sorry, Baby. Si tratta della prima nomination e del primo Golden Globes per l’attrice.
Alla premiazioni Buckely ringrazia il cast con cui ha lavorato e aggiunge: “E’ stato meraviglioso lavorare su questo set. Stavamo ricreando il mondo dell’uomo britannico più famoso del mondo (Shakespeare). L’abbiamo fatto con una regista cinese, molti irlandesi nel cast, una troupe per lo più polacca, e una famiglia britannica. (…) Amo far parte di questo settore e poter concorrere con così talentuose attrici“
A vincere invece il premio come Miglior attrice protagonista in un film musicale o commedia è l’attrice australiana Rose Byrne, per il film If I Had Legs I’d Kick You. L’attrice ha battuto le altre candidate Cynthia Erivo per Wicked – Parte 2, Kate Hudson per Song Sung Blue, Chase Infiniti per Una battaglia dopo l’altra, Amanda Seyfried per Il testamento di Ann Lee ed Emma Stone per Bugonia.

Miglior attore protagonista: Timothée Chalamet
Vediamo adesso alla categoria di Miglior attore protagonista in un film musical o commedia . Vince l’ambita statuetta l’attore statunitense Timothée Chalamet per il film Marty Supreme. Una grandissima preparazione sportiva e fisica per interpretare Marty Reisman, il campione di ping pong americano. L’attore francese ha battuto gli altri candidati George Clooney per Jay Kelly, Leonardo DiCaprio per Una battaglia dopo l’altra, Ethan Hawke per Blue Moon, Lee Byung-Hun per No Other Choice – Non c’è altra scelta e Jesse Plemons per Bugonia.
“Fin da bambino mio padre mi ha trasmesso un forte spirito di gratitudine. Sii sempre grato per ciò che hai. Questo valore mi ha permesso di lasciare in passato questa sala a mani vuote e a testa alta. Grato semplicemente di essere qui”.
Si tratta infatti del primo Golden Globes per Chalamet, che ha concorso alle medesimi premiazioni per quattro volte, senza vittorie. Sarà forse questa la strada che lo porterà dritto al palco dei vincitori della Notte degli Oscar 2026?

Miglio attrice non protagonista: Teyana Taylor
Una battaglia dopo l’altra non fa passare inosservata l’interpretazione di Teyana Taylor. L’attrice statunitense infatti sale sul palco emozionatissima e ritira con gioia il premio per la categoria Miglior attrice non protagonista in un film. Batte così le altre candidate Emily Blunt per The Smashing Machine, Elle Fanning per Sentimental Value, Ariana Grande per Wicked – Parte 2, Inga Ibsdotter Lilleaas per Sentimental Value e Amy Madigan per Weapons. L’attrice aveva interpretato il personaggio di Perfidia, fuorilegge, folle, e sconsacrata donna afroamericana, a capo del suo plotone rivoluzionario e poi fuggitiva e traditrice della sua stessa squadra.
L’attrice ringrazia commossa la troupe, il cast di colleghi con cui ha lavorato, il regista, la produzione, ma soprattutto ringrazia le bambine e le ragazze di colore: “Ringrazio le bambine di colore che ci guardano stasera. La nostra debolezza non è un problema. La nostra luce non ha bisogno del permesso per brillare. Ogni stanza in cui entriamo ci appartiene. Le nostre voci contano e i nostri sogni meritano spazio”.

Miglior attore non protagonista: Stellan Skarsgård
L’attore svedese Stellan Skarsgård ha vinto il titolo di Miglior attore non protagonista in un film per Sentimental Value del regista norvegese Joachim Trier. Filosofico, concettuale, brillante. Il regista ha dato vita ad una pellicola-spirale, dal tortuoso percorso emotivo e mentale. L’attore vincitore ha interpretato il ruolo di Gustav Borg, un regista che torna a casa dopo aver lasciato le figlie da piccole e che vive una storia incentrata sulla memoria e sul perdono attraverso l’arte. Skarsgåard batte gli altri candidati Benicio Del Toro per Una battaglia dopo l’altra, Jacob Elordi per Frankenstein, Paul Mescal per Hamnet – Nel nome del figlio, Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra e Adam Sandler per Jay Kelly. Per Skarsgård si tratta del secondo Golden Globe dopo il premio ricevuto per Chernobyl e del primo riconoscimento della serata per un film dello studio indipendente Neon. “Spero che lo vedrete in una sala cinematografica, dove il cinema merita di essere visto”, ha detto l’attore.

Miglior sceneggiatura per il cinema: ‘Una battaglia dopo l’altra’
Non è finita per Una battaglia dopo l’altra, che con nove candidature ai Golden Globes di quest’anno, si aggiudica anche il premio per la Miglior sceneggiatura per il cinema. Il regista statunitense Paul Thomas Anderson ritira il premio per la sua adrenalinica e sferzante storia, battendo gli altri candidati Ronald Bronstein e Josh Safdie per Marty Supreme, Ryan Coogler per I peccatori, Jafar Panahi per Un semplice incidente, Eskil Vogt e Joachim Trier per Sentimental Value e Chloé Zhao e Maggie O’Farrell per Hamnet – Nel nome del figlio. Il regista sale sul palco e racconta come il film sia ispirato liberamente al romanzo Vineland dello scrittore Thomas Pynchon, ma anche autore del libro L’arcobaleno della gravità.

Miglior film d’animazione e Miglior colonna sonora
A questa notte speciale dei Golden Globes siedono i protagonisti di grandi storie cinematografiche, e anche dei film d’animazione. A vincere la statuetta come Miglior Miglior film d’animazione è il sudcoreano Kpop Demon Hunters. Diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans, racconta la storia di tre giovani guerriere che, grazie a canti pieni di speranza, creano uno scudo magico alimentato da anime umane per proteggere il mondo dai demoni.
Un altro ambito premio è quello per la Miglior colonna sonora. Il compositore e direttore d’orchestra svedese Ludwig Göransson si aggiudica il premio, in particolare si tratta della categoria Miglior colonna sonora per un film. Il film vincitore è quello che riporta il mondo horror musicale di I peccatori di Ryan Coogler.

Miglior canzone originale per un film
La canzone Golden del film d’animazione sudcoreano KPop Demon Hunters ha vinto il titolo di Miglior canzone originale per un film. Ejae, la co-autrice del brano, nonché voce musicale del personaggio di Rumi, ha raccontato di aver esitato prima di accettare la parte. “Amo stare dietro le quinte”, ha detto ritirando il premio.
“Grazie ai Golden Globes per aver accolto la nostra voce, la mia voce”. Mentre tratteneva a stento le lacrime, ha aggiunto: “Il rifiuto è una nuova direzione, quindi non arrendetevi mai”. Ha infine citato il testo di Golden: “Non è mai troppo tardi per brillare come si è nati per fare”.
La canzone batte altre validissime candidate:Dream As One di Avatar – Fuoco e cenere, I Lied To You de I peccatori, No Place Like Home di Wicked – Parte 2, The Girl In The Bubble di Wicked – Parte 2 e Train Dreams di Train Dreams.
Miglior risultato al botteghino e Miglior serie drammatica
Un premio molto interessante, peculiare per i Golden Globes è quello per il Miglior risultato al cinema e al botteghino. Ad aggiudicarsi il premio, come risultato del grande successo riscontrato dal pubblico recatosi in sala, è ancora una votla il film I peccatori di Ryan Coogler. Il film vince sugli altri candidati: Avatar – Fuoco e cenere, F1, Kpop Demon Hunters, Mission: Impossible – The Final Reckoning, Weapons, Wicked – Parte 2 e Zootropolis 2.

Un altro specifico premio dei Golden Globes è quello per la Miglior serie drammatica. Ad aggiudicarselo è stata la serie The Pitt, targata HBO MAX. La serie aveva debuttato nel gennaio 2025 e adesso batte le altre candidate The Diplomat (Netflix), Pluribus (Apple TV), Scissione (Apple TV), Slow Horses (Apple TV) e The White Lotus (HBO Max). “Viviamo in un Paese diviso, ma il cinema e il cinema televisivo ci uniscono”, ha detto il creatore R. Scott Gemmill.
Miglio serie tv commedia e Miglior miniserie antologica
La serie tv The Studio, prodotta da Apple TV, vince invece nella categoria di Miglior serie tv musical o commedia. Ha battuto le altre candidate Abbott Elementary (ABC), The Bear (FX on Hulu), Hacks (HBO Max), Nobody Wants This (Netflix) e Only Murders in the Building (Hulu).
La serie tv Adolescence, targata Netflix, ha vinto il titolo di Miglior miniserie, serie antologica o film per la tv. La serie tv, che esplora il rapporto genitori-figli, e il tema della giustizia e del senso di colpa nel mondo dei adolscenti, non poteva che vincere nella categoria confacente. Ricordiamo che Adolscence aveva già vinto in numerose premiazioni, come ai Critic’s Choise Awards. Ai Golden Globes vince battendole altre candidate All Her Fault (Peacock), The Beast in Me (Netflix), Black Mirror (Netflix), Dying for Sex (FX on Hulu) e The Girlfriend (Prime Video).

Per Adolscence: 3 premi alle intepretazioni
Adolscence fa in jek-pot di premi a questa serata dei Golden Globes, e festeggia un grande successo: porta a casa ben tre premi per le interpretazioni.
1. L’attore britannico Stephen Graham vince Miglior attore in una miniserie, serie antologica o film tv. in Adolescence interpreta il padre dell’adolescente Jamie. Per lui, che ne è anche il co-creatore, standing ovation e molti abbracci lungo il percorso verso il palco. Il suo ruolo ha commosso il mondo intero grazie al talento con cui ha vestito i panni di un padre straziato dal dolore per ciò che il figlio ha commesso. Un padre che cerca tutta la forza del mondo per prendersi comunque cura della sua famiglia, tra angoscia e sensi di colpa.

2. L’attrice britannica Erin Doherty ha vinto il titolo di Migliore attrice non protagonista in una serie tv. L’attrice ha interpretato la terapista dell’adolescente problematico Jamie.
“La vita può essere dura, la salute mentale è tutto. Ed è stato un onore fare la parte di uno di loro”, ha detto, salendo sul palco per ritirare l’ambito premio. Il suo ruolo ha incantato, seppur nella sua brevità, per la bravura recitativa con cui tiene testa al personaggio di Jamie, e per come tiene soffocati i suoi reali pensieri, verso Jamie, e verso l’omicidio su cui si trova a dover lavorare, con sofferenza e determinazione.
3.E per finire, il giovanissimo attore Owen Cooper. A soli 16 anni ha vinto il titolo di Miglior attore non protagonista in una serie tv. Batte i candidati Billy Crudup per The Morning Show, Walton Goggins per The White Lotus, Jason Isaacs per The White Lotus, Tramell Tillman per Scissione e Ashley Walters per Adolescence.
All’annuncio della vittoria, molte star di Hollywood hanno tributato un lungo applauso all’attore, che grazie all’interpretazione dell’adolescente problematico Jamie aveva già vinto un Emmy Award e un Critics Choice Award. Adolscence trionfa a mani basse nel mondo del piccolo schermo, con 5 candidature e quattro statuette.
Miglio attrice in una miniserie e Miglior attore e attrice in una serie tv
L’attrice statunitense Michelle Williams ha vinto il titolo di Migliore attrice in una miniserie, antologica o film per la tv per la serie tv Dying for sex Ha battuto le altre candidate Claire Danes per The Beast in Me, Rashida Jones per Black Mirror, Amanda Seyfried per Long Bright River: I cieli di Philadelphia, Sarah Snook per All Her Fault e Robin Wright per The Girlfriend.
L’attore canadese Seth Rogen ha vinto il titolo di Miglior attore in una serie tv musical o commedia per la serie tv The Studio. Ha battuto gli altri candidati Adam Brody per Nobody Wants This, Steve Martin per Only Murders in the Building, Glen Powell per Chad Powers, Martin Short per Only Murders in the Building e Jeremy Allen White per The Bear.
Alla Miglior attrice in una serie tv commedia invece va a Jean Smart per la serie tv Hacks. L’attore statunitense Noah Wyle si aggiudica il Miglior attore in una serie tv drammatica per la serie tv The Pitt.

Miglior interpretazione in uno stand-up comedy in televisione
Lo speciale Ricky Gervais: Mortality del comico britannico, ha vinto il titolo di Miglior interpretazione in uno stand-up comedy in televisione. Ha battuto Bill Maher,Brett Goldstein, Kevin Hart, Kumail Nanjiani e Sarah Silverman.

Doriana Gatta





