La La Land, scritto e diretto da Damien Chazelle, ha dato forma al sogno e ha colorato l’immaginario cinematografico contemporaneo con le sue iconiche scenografie californiane e con la musica della sua indimenticabile colonna sonora. Il 9 dicembre il film ha compiuto 10 anni dall’uscita in Italia, e in questa occasione indaghiamo come il sogno si riesca ad insinuare lentamente nella mente dei personaggi, e di conseguenza, nel film, proprio grazie alla musica, costola della sceneggiatura. Il pianoforte di City of stars compone uno spartito emotivo che realizza tutti i sogni del mondo con forza immaginifica ma anche con una previdente malinconia.

Lo spartito emotivo di La la land

Sono passati circa dieci anni dall’uscita in sala di La la land, il film musical di Damian Chazelle con protagonisti Ryan Gosling e Emma Stone. Sono passati dieci anni ma non ci siamo ancora ripresi dall’esplosione di musica e colori che il film ci ha regalato. Sembra passato un solo giorno dalla Notte degli Oscar in cui Warren Beatty e Faye Dunaway hanno letto il nome sbagliato sulla busta contente il titolo di Miglior Film. And the Oscar goes to… La la land. Ma il vero vincitore era Moonlight. Tra applausi e risa scroscianti si scriveva la storia, ma non della busta sbagliata – o meglio, non solo – ma di un film che avrebbe fatto parlare di sé in tutti gli anni a venire. La La Land, ci ha restituito un dimensione inedita, e nota a tutti, in qualsivoglia misura, quella del sogno. Vediamo come la colonna sonora, composta da Justin Hurwitz, riesca ad aprire un varco ai sogni di Mia e Sebastian, e con loro, ai nostri.

City of stars: la canzone delle seconda possibilità

La più bella e la più famosa delle canzoni di La La Land è senz’altro City of stars. La canzone divenuta simbolo del film premiato agli Oscar, guida lo spettatore all’interno della trama. Ricordiamo che la storia di La La Land segue i personaggi di Mia e Sebastian a Los Angeles mentre inseguono i loro rispettivi sogni. Di fare l’attrice, quello di lei, di aprire un locale jazz, quello di lui. Le loro vite sembrano inizialmente nascoste rispetto allo sfavillante luccichio della città di Los Angeles, luogo in cui si aprono altri locali jazz, mediocri, e si allestiscono provini e set, che sembrano rifiutare il talento di Mia. ‘City of stars…are you shining just for me?’ recita il testo della canzone, rivelandosi un inno malinconico alla città degli angeli, le cui mille promesse sembrano infrangersi sugli scogli rispetto ai due giovani. Le tante stelle della città brillano solo per loro due come sembra? o resterà un’illusione? La canzone è, come vedremo, anche un’importante file-rouge attraverso la loro storia d’amore.

1. La liberazione di Sebastian

La prima volta in cui la sentiamo è quando Sebastian lavora per un ristorante di lusso, suonando al pianoforte le jazz cover dei classici di Natale. Non ha margine di scelta delle musiche da eseguire, e resta per ore alle rigide direttive del suo capo. Tutto si interrompe quando schiaccia i tasti per comporre le prime note della sua canzone. City of stars nasce così, nella mente di Sebastian nel momento in cui crede di potersi distaccare da tutto ciò a cui è riluttante. Una disubbidienza che gli costerà caro, dato che il suo direttore lo licenzierà in tronco. Si realizza così la prima rottura della sua catena, il primo no di una lunga serie che gli consentiranno la liberazione dei suoi sogni del cassetto, che di quei no deve nutrirsi. La musica apre il primo varco, per Sebastian e presto anche per Mia.

2.La fuga di Mia

La seconda volta in cui sentiamo la famosa traccia musicale è quando Mia è seduta al tavolo di un ristorante insieme al suo fidanzato e agli amici. Non si sente a suo agio, vorrebbe scappare da quella cena e raggiungere Sebastian che la sta aspettando al cinema Rialto. Un appuntamento che Mia non ha voluto disdire ma al quale pensa continuamente. Suona una musica dolce dalle casse del locale. Lo sguardo di lei segue con il pensiero quella musica e matura l’idea di scappare. Sia alza e raggiunge quello che è ancora solo un amico ma con il quale la chimica è ormai del tutto evidente. City of stars è il richiamo, la parola d’ordine del sogno, che si concretizza stavolta come sogno amoroso. I due ragazzi, così simili nella loro imperterrita ambizione e la loro inguaribile voglia di credere nel futuro, si ritrovano, e iniziano la loro vera storia d’amore.

3. Il pontile infinito dei sogni

La terza volta in cui la sentiamo è la scena iconica in cui Ryan Gosling, in un canto solista e malinconico, si incammina su un pontile e sembra proferire le parole del testo a sé stesso. La città dalle mille luci sarà anche quella che realizzerà i loro sogni. Ma sappiamo tutti che La La Land non è solo una fuga dal reale, una polvere magica sulle cose; è anche un inguaribile love story, i cui protagonisti fanno i conti con i loro sentimenti e con la carriera che si troveranno a intraprendere. Qualcosa in questa scena preannuncia l’importanza dell’amore nella vita di entrambi. Difatti quel lunghissimo pontile al tramonto non sarebbe tanto magico senza le due figure che danzano e scherzano tra di loro. E’ dunque l’amore che stavolta fa cantare Sebastian. Ma allora non è proprio la canzone stessa ad essere bifronte? A parlare d’amore e allo stesso tempo a decantare la carriera? Il pontile è la vita, che con un pizzico di preveggenza, anticipa quel miscuglio amarissimo tra carriera e relazione con cui i due faranno presto i conti.

4. Qualcuno da amare

Il quarto momento in cui City of stars fa da protagonista è il meraviglioso duetto al pianoforte, con i colori e le sagome che omaggiano i capolavori classici Anni ’50 (quella scena in particolare simula Vertigo di Hitchcock). I due sono una coppia di fatto e la musica non parla più solo di sogni, di strade parallele che camminano dritte, ma di un incontro di vite. I due, così simili e innamorati, spiegano nel testo che ognuno di noi vuole prima di tutto essere amato e amare. Quel qualcuno nella folla a cui allude un’altra canzone del film si è compiuta adesso. Mia e Sebastian, sono reciprocamente quel Someone in the crowd che cantavano le amiche di Mia. Tuttavia, la vita di entrambi farà i conti con questo delicatissimo equilibro: carriera e relazione. Tutto può precipitare, proprio lì sotto le luci di Los Angeles e la musica tenta malinconicamente di tenerli insieme, in un duetto in cui il tempo si ferma e ogni sogno è possibile.

La città delle stelle: ambizioni e sogni infranti

In una scena Sebastian parlando della città dice ‘Questa è Los Angeles: qui si venera tutto e poi nulla ha valore“. La disillusione domina i due ragazzi quando non riescono a sganciarsi dall’ingranaggio commerciale dell’arte. Mia infatti all’inizio non riesce a scrivere da sola i suoi personaggi, e rumina i copioni di altri per provini superficiali e sbrigativi. Sebastian lavora prima in un locale in cui non suona ciò che vuole e poi viene assunto nella band di un vecchio amico in cui è costretto a fare musica con pianoforti elettronici. Tutto perde di autenticità sotto la logica consumistica dell’arte commerciale. E anche Los Angeles, in cui l’arte si respira in ogni angolo di strada, tra set e locali di musica dal vivo, non sembra avere per tutti la stessa ricompensa. Il talento resta sopito se non si ha la caparbietà di resistere.

La La Land: la musica dell’inconscio

Mia e Sebastian alla fine del film dicono di amarsi per sempre e si separano. Lei va fuori città per girare un film e tutto sembra rotto d’improvviso nella loro storia. City of stars promette tante carte fortunate, se solo si ha la forze di uscire dalla propria zona di comfort e di seguire le proprie più recondite ambizioni. La canzone racconta tutto questo in un frizzante e coloratissimo film di due ore che ci dà, a qualsiasi età, la voglia di ricominciare a credere nelle seconde possibilità. Basterebbe solo questo: far caso al suono di una vecchia melodia che, come accade a Mia, può ricordarci i sogni che abbiamo perduto e che vorremmo riprendere. La La Land, con 14 nominations e 5 Oscar, fa questo: lascia libera la musica dell’inconscio, e ci fa venire a patti, attraverso la storia di Mia e Sebastian, con ciò che abbiamo perso. Una verità che dentro di noi, forse, abbiamo sempre saputo.

Doriana Gatta