A due giorni dalla tragedia ferroviaria in Andalusia, martedì sera un altro treno è deragliato in Spagna, provocando la morte del macchinista e il ferimento di almeno 40 persone, di cui 5 in gravi condizioni. Questa volta, la causa dell’incidente è stata fin da subito chiara: alle nove di sera, il crollo di un muro di contenimento della vicina autostrada AP-7 sui binari, forse a causa delle forti piogge degli ultimi giorni, ha fatto deragliare il convoglio di pendolari sulla linea R-4 all’altezza di Gèlida, una trentina di chilometri a nord-est di Barcellona.

Uno dei quattro macchinisti è rimasto intrappolato nella cabina. Sempre in Catalogna, un altro treno della linea R è deragliato tra Maçanet Massanes e Tordera, in provincia di Gerona, ma senza provocare feriti.

“Seguo con attenzione l’incidente ferroviario del servizio Rodalies a Gelida. Resto in attesa di sviluppi sulla situazione e sul lavoro dei servizi di emergenza”, ha scritto su X il premier spagnolo Pedro Sanchez.

Il deragliamento in Catalogna è avvenuto solo due giorni dopo un altro disastro ferroviario avvenuto a 800 chilometri di distanza ad Adamuz in Andalusia, nel sud del Paese.

Sono almeno 42 le vittime accertate, mentre altre decine di persone sono rimaste ferite domenica sera durante lo scontro tra un treno ad alta velocità con un secodno convoglio in arrivo a seguito di un deragliamento.

I soccorritori sono ancora al lavoro per cercare eventuali dispersi, mentre il Paese piange i suoi morti durante i tre giorni di lutto nazionale.

Intant infuriano le polemiche sulle cause del disastro, che al momento sono state attribuite a una giuntura rotta rinvenuta sui binari.