La notizia della crisi arriva a pochi giorni dello scontro verbale tra Luca Barbareschi e il conduttore televisivo Sigfrido Ranucci. Domenica 11 gennaio, in apertura di Allegro ma non troppo su Rai 3, subito dopo la messa in onda del programma d’inchiesta, Barbareschi ha lanciato una frecciata a Ranucci: «Vorrei ringraziare il conduttore di Report e ricordargli che mi chiamo Luca Barbareschi e che dopo il suo programma c’è il nostro. Lui fa fatica a dirlo. Il suo consulente commerciale è la persona che mi sta spiando da due anni: l’ho letto sui giornali e verrà querelato. Io non spio voi, ma almeno ricordatevi il nome. Watch out, stai attento». 

La replica è arrivata la domenica successiva, il 18 gennaio, quando Ranucci ha chiuso Report con un’inchiesta sui finanziamenti pubblici al Teatro Eliseo, di proprietà dell’attore: «Barbareschi dovrebbe restituire otto milioni di euro al ministero della Cultura, che glieli ha anche richiesti, ma lui si è rifiutato. Ora Allegro ma non troppo può cominciare». La controreplica non si è fatta attendere: «Ranucci mi annoia, l’ho ribattezzato Torpor. Milena Gabanelli faceva una bella trasmissione, lui no. È un impiegato della Rai come me, ma è maleducato. Il programma successivo si lancia sempre, ce lo insegnò Berlusconi. Non gli voglio male: è uno dei tanti finti eroi destinati a finire nel nulla. Lo sfido a duello: a cazzotti o con la spada, scelga lui».

Con un provvedimento iscritto al Tribunale di Roma il 22 dicembre 2025 la società – controllata al 100% di Luca Barbareschi – ha presentato domanda di ammissione al pre-concordato «al fine di richiedere al competente tribunale la concessione del termine massimo di legge per il deposito della proposta di piano di concordato preventivo in continuità». La motivazione? La montagna di debiti: 40,2 milioni di euro alla fine dell’esercizio 2024, di cui 25,6 milioni verso le banche, 4,3 milioni di debiti tributari e 7,7 milioni verso i fornitori.

Nella relazione sulla gestione del bilancio 2024 – visionata dal quotidiano economico -, Barbareschi spiega che «per superare la tensione finanziaria creatasi nel corso del 2024, la società aveva sottoscritto il 30 aprile 2024 un accordo vincolante per la vendita del suo principale asset immobiliare, il Teatro Eliseo di Roma. Purtroppo il potenziale acquirente non ha portato a termine l’operazione, rinunciando alla caparra versata».

Barbareschi avrebbe inoltre dovuto realizzare per la Rai due fiction: A casa di papà, con Serena Autieri e Fortunato Cerlino, e un’altra serie incentrata sul padel. Tuttavia, le riprese erano state sospese e i set risultavano fermi, poiché la situazione finanziaria si era deteriorata al punto da spingere le banche a interrompere i finanziamenti.