Il governo USA accelera le manovre militari nel Mediterraneo e in Medio Oriente, completando il posizionamento di un’armata in stretta consultazione con Israele. Al centro di questa dimostrazione di forza contro l’Iran troviamo la portaerei USS Abraham Lincoln, attualmente in navigazione verso l’area operativa del Centcom. La nave non viaggia isolata: trasporta circa 90 caccia, inclusi gli F-35. Inoltre, coordina una task force composta da cacciatorpediniere e sottomarini armati con missili da crociera Tomahawk.
Il piano strategico: l’asse tra Washington e Tel Aviv
L’obiettivo di Washington appare chiaro: preparare il terreno per una possibile campagna militare contro l’Iran che, secondo fonti della difesa americana, potrebbe durare diverse settimane. Nonostante lo schieramento sia ormai a pieno regime, il presidente Donald Trump non ha ancora assunto una decisione definitiva sull’avvio dell’attacco. Tuttavia, i vertici militari confermano che la macchina operativa è pronta a scattare in qualsiasi momento. Contemporaneamente, la diplomazia è impegnata a lavorare a Tel Aviv. Il capo di stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, ha recentemente incontrato Brad Cooper, comandante del Centcom, per definire i dettagli di una possibile cooperazione. All’incontro hanno partecipato anche i vertici dell’intelligence e delle operazioni dell’IDF, confermando che la settimana entrante rappresenterà un momento cruciale.
Durante i colloqui, i rappresentanti israeliani hanno delineato una strategia precisa. Israele non chiede solo la neutralizzazione delle minacce immediate, ma propone di: distruggere i siti missilistici terra-terra iraniani per eliminare la minaccia diretta contro il territorio israeliano e colpire i centri di potere del regime affinché la popolazione possa tentare un rovesciamento del governo. Lo schieramento del contingente bellico non si limita solo al Golfo Persico. Gli Stati Uniti, infatti, hanno rafforzato la propria presenza anche in Europa e nelle basi terrestri alleate.
Tra difesa missilistica e basi militari
Le coste spagnole sono attualmente pattugliate da tre cacciatorpediniere, un sottomarino presiede le acque greche e le basi in Giordania sono pattugliate da caccia F-15. Il governo, inoltre, ha avviato i sistemi di difesa Aegis e THAAD, in grado di intercettare missili balistici ad alta quota. Questo clima di estrema tensione è tenuto in equilibrio solo dall’attesa di una possibile mossa degli Stati Uniti. Anche se l’incertezza politica persiste, la prontezza operativa segnala che gli Stati Uniti e Israele considerano esaurito il tempo della sola deterrenza diplomatica.
Stefania Cirillo





