Oggi, 28 gennaio, si celebra il Data Privacy Day. Una ricorrenza che, soprattutto negli ultimi anni, ha assunto un ruolo fondamentale. Non una data simbolica, ma appositamente scelta dal Consiglio d’Europa nel 2006, stabilendone la ricorrenza annuale. La giornata della protezione dei dati è celebrata a livello mondiale. 

La tecnologia rende il confine della privacy vago

Come già accennato, il Consiglio d’Europa, alla firma della Convenzione 108, ritenne necessaria la realizzazione di uno strumento internazionale legalmente vincolante a protezione degli individui. Come riportato dal sito ufficiale del Consiglio, “i dati delle persone vengono elaborati ogni secondo”, non conoscendone però i rischi associati e le modalità da attuare qualora sentissero i propri diritti violati. In questa ricorrenza governi, parlamenti, organismi per la protezione dei dati e altri attori si riuniscono per sensibilizzare e “per accrescere la consapevolezza sui diritti alla protezione dei dati e alla privacy”. La Convenzione, per adeguarsi al costante sviluppo tecnologico, è in costante fase di aggiornamento. L’obiettivo è di garantire che la protezione dei dati sia in linea con le esigenze moderne.

Ancor prima che la tecnologia si trasformasse in uno strumento onnipresente nella vita delle persone, la Convenzione aveva già intuito quanto proteggere i dati significasse proteggere le persone. Il concetto di “dato personale” sta diventando sempre più esteso, specie con l’avvento di nuovi strumenti tecnologici e intelligenza artificiale. Non si parla più solo di nome, cognome e indirizzo. Si parla di abitudini di consumo, spostamenti tracciati e il modo in cui interagiamo con l’AI generative.

Il diritto alla privacy in linea con lo sviluppo tecnologico

L’appuntamento è stato riportato sulla pagina ufficiale della conferenza organizzata dal Garante Europeo della Protezione dei Dati (EDPS) e dal Consiglio d’Europa. Il tema tratterà: “Reset or Refine?” (Resettare o Perfezionare). Il fulcro, quindi, sarà comprendere se vi è la necessità di cambiare tutto, oppure migliorare ciò che esiste già. È un progetto ambizioso che toccherà vari temi cruciali, quali: la modernizzazione della legislazione europea per garantire un futuro digitale “umano-centrico”, comprendere come rendere le regole più semplici ma ugualmente efficaci e, ancora, analizzare le eventuali evoluzioni della legge in base ai nuovi confini sulla privacy che le nuove intelligenze artificiali stanno riscrivendo.

La garanzia di una protezione della privacy totale e variegata ci consentirà, soprattutto in futuro, di decidere se e come questi dati possono essere sfruttati. Con l’augurio che il diritto alla privacy possa evolversi sempre di pari passo con lo sviluppo tecnologico.

Stefania Cirillo