Un concorso atteso da ben 12 anni, che avrebbe significato una svolta nel disastroso mondo del turismo e delle visite guidate clandestine. Eppure il bando da guida turistica, promosso e organizzato dal Ministero del Turismo, si è rivelato una vera e propria corsa a ostacoli, che ha mandato in frantumi il sogno di tantissimi. Dei 13mila candidati (le domande erano, in realtà, quasi 30mila), solo 230 hanno superato la prova scritta. Ma cosa è successo? Le motivazioni hanno dell’incredibile.

Il bando di guida turistica dai numeri curiosi: 230 idonei su 13mila

Il tragico risultato (perché purtroppo di altro non si può parlare) deriva dalla richiesta altamente specifica di informazioni dettagliate. Contrariamente a quanto accaduto fino a 12 anni fa, dove il tesserino poteva essere solo regionale o addirittura provinciale, in questo bando il programma verteva su siti nazionali, comprendenti tutte le Regioni. E il tenore delle domande era alto: dal dettaglio di una formella, al tipo di materiale usato per basiliche e chiostri del più piccolo de borghi magari dall’altra parte d’Italia rispetto alla sede in cui si svolgeva la prova.

Un concorso segnato dalla fatica fin dall’inizio, con i diversi ricorsi che hanno rimandato lo scritto per parecchi mesi. Una volta stabilita la validità del bando, il Ministero del Turismo si è premurato di far uscire il relativo, vastissimo programma a soli quaranta giorni dalla prova. Insomma, normalmente un concorso del genere richiede almeno un anno di preparazione, posto che, con queste modalità, il candidato si limiterebbe a studiare a memoria dei siti che manco farà mai in tempo a vedere in una vita intera. Insomma, i risultati parlano chiaro, e ciò che invece non è chiaro è lo stupore della ministra Santanché, che afferma “è singolare che si contesti un esame perché troppo difficile”.

Perché il sistema è errato?

Per chi lavora nel settore il punto non è la singola difficoltà, ma il sistema. La non regolamentazione dell’accesso alla professione, che si limita ad un concorso così vago (inizialmente, alla pubblicazione del bando, si parlava di singole materie, senza programma dettagliato; programma uscito, comunque, a ridosso della prova), è causa di proliferazione di guide improvvisate (che lavorano in nero). Stupisce, poi, la mancanza di sbarramento per laureati in Storia dell’Arte e Archeologia, titoli di studio al pari del diploma (che invece dovrebbe -in teoria- fornire di base competenze già specifiche).

A svolgere il concorso sono state chiamate, poi, anche le guide già abilitate con patentino europeo. Insomma, un vero e proprio calderone di nozioni e confusioni: il Mit, ad oggi, non sembra fare ammenda su quanto proposto alle quasi 30mila persone che volevano tentare la fortuna con questo concorso, come se si trattasse di un Superenalotto qualsiasi.

I numeri

In totale sono state 29.228 le domande pervenute. Nello specifico:

  • Lazio: 6.058
  • Campania: 5.055
  • Sicilia: 2.618
  • Lombardia: 2.605
  • Veneto: 1.945
  • Puglia: 1.911
  • Toscana: 1.458
  • Emilia-Romagna: 1.141
  • Piemonte: 1.134
  • Sardegna: 849
  • Calabria: 724
  • Liguria: 597
  • Abruzzo: 567
  • Marche: 543
  • Umbria: 510
  • Basilicata: 437
  • Friuli-Venezia Giulia: 385
  • Trentino-Alto Adige: 166
  • Molise: 142
  • Valle d’Aosta: 44
  • Candidati da paesi UE e non UE: 339

Di queste, ecco quanti hanno superato la prova scritta (fonte: Formez, che ha organizzato e gestito le prove): Torino: 68 idonei (3,6%), Ferrara: 50 idonei (2,9%), Napoli: 19 idonei (0,8%), Roma: 69 idonei (2%), Chieti: 11 idonei (2,3%), Foggia: 4 idonei (0,5%), Catania: 7 idonei (0,6%), Cagliari: 2 idonei (0,6%). Ora, si attendono i risultati delle prove orali, e non è finita: i candidati dovranno superare una prova in lingua (erano richieste due lingue), e una prova pratica. Insomma, staremo a vedere quanti effettivi patentini verranno dati, ma consoliamoci: come specificato dal Formez, “non abbiate ansia, che il concorso si potrà ripetere ogni anno”.

Marianna Soru