Il rilascio degli Epstein Files da parte del Dipartimento di Giustizia riporta a galla i rapporti tra il miliardario pedofilo e il tycoon. Il documento è stato incluso nelle email inviate da funzionari dell’ufficio Fbi di New York sul campo della Task Force contro lo Sfruttamento Minorile e la Tratta di Esseri Umani. Trump ha a lungo negato qualsiasi illecito legato a Epstein. Tra questi la denuncia di una donna che ha accusato Trump di averla violentata quando aveva 13 anni. L’accusatrice anonima in precedenza aveva avviato cause legali contro di lui e le aveva ritirate, l’ultima poco prima delle elezioni del 2016.

Una delle vittime di Epstein ha detto all’Fbi che la sua storica associata Maxwell una volta «l’ha presentata» a Trump a una festa e ha suggerito che fosse disponibile, secondo un promemoria interno dell’Fbi del 2021. La testimone ha detto, in definitiva, che «non è successo nulla» tra lei e Trump, che non è mai stato accusato dagli investigatori di essere coinvolto nei crimini di Epstein o Maxwell.

Le 12 accuse di stupro a Donald Trump nei file di Epstein

Un’accusa di stupro di una 13enne nei confronti di Donald Trump poi ritirata dall’accusatrice. E una vera e propria lista di presunte aggressioni sessuali da parte del presidente degli Stati Uniti. Che contiene più di una dozzina di accuse, molte delle quali sembrano provenire da segnalazioni non verificate. Infine, una vittima di Jeffrey Epstein che racconta all’Fbi che Ghislaine Maxwell l’aveva presentata a Trump e gli aveva fatto capire che era «disponibile». Il rilascio degli Epstein Files da parte del Dipartimento di Giustizia riporta a galla i rapporti tra il miliardario pedofilo e il tycoon.

In un documento dell’Fbi vengono descritti in dettagli gli abusi subiti dalla donna, identificata con il nome generico di Jane Doe. Nel file Epstein si descriveva «arrabbiato perché era stato Trump a togliere la verginità a Doe».

E intanto le vittime di Epstein criticano la pubblicazione dei documenti dell’ex finanziere, molti dei quali espongono i loro nomi «mentre proteggono quelli degli uomini che hanno abusato di loro». Le carte «vengono presentate come un atto di trasparenza, ma in realtà non fanno altro che esporre le vittime».